Meloni e lo “scherzetto” di Moussa Faki
Mentre in Ungheria l’insegnante italiana Ilaria Salis viene portata nell’aula di tribunale con mani e piedi legati e dopo un anno la Farnesina si decide a richiamare l’ambasciatore a Roma, mentre in Albania la Consulta dice sì all’accordo sui migranti siglato tra il premier Edi Rama e Giorgia Meloni, compagni di vacanze estive spese a progettare centri di permanenza e respingimento extraeuropei, a palazzo Madama si svolge la conferenza Italia-Africa, nella quale la prima ministra rilancia il piano Mattei. Con sfarzo di propositi evidentemente mal digeriti dagli amici dell’Unione Africana, che lamentano di non essere stati coinvolti prima e chiedono di passare dalle parole ai fatti. Intanto l’Arma dei carabinieri trasferisce il militare che sabato in piazza a Milano, in assetto antisommossa alla manifestazione pro-Palestina, aveva detto di non riconoscersi nelle parole di Sergio Mattarella. E lui, solo a sera, si scusa. Udine invece, con il voto decisivo della destra, nega la cittadinanza onoraria al portiere del Milan Mike Maignan, dopo gli insulti razzisti di dieci giorni fa.