La Giornata

di Laura Pertici

Cosa c’è da sapere: dal lunedì al venerdì, alle 8, l’appuntamento con le notizie scelte da Laura Pertici. Ascolta il podcast anche su Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music. 

Prigionieri di Orbán

Sul caso di Ilaria Salis, arrivata in tribunale a Budapest con mani e piedi incatenati e con una specie di guinzaglio, lunedì, l’Italia va in pressing per ottenere gli arresti domiciliari. Ma da mattina a sera il governo fa la giravolta, fino a che – è l’ora di cena – la premier Meloni sente il suo amico Orbán. Cosa è successo prima? Tajani all’inizio parla di una "violazione delle norme comunitarie" che non è "in sintonia con la nostra civiltà giuridica", ma poi lo stesso ministro degli Esteri forzista dice: Orbán non c’entra. Lollobrigida, cognato della premier, senza vergogna sostiene “non ho visto e quindi non commento”. La Lega entra addirittura nel merito delle accuse: l'eurodeputata Susanna Ceccardi critica le immagini in catene di Salis ma punta il dito anche contro quelle "in assetto armato come vere e proprie organizzazioni para brigatiste dei suoi amici 'antifa'" (cioè antifascisti). E Crippa, vicesegretario del Carroccio, fa spallucce: “Ogni Paese punisce come vuole”. In mezzo Ilaria, ovviamente, e il padre, Roberto.

Meloni porta il caso all’attenzione dell’amico Orbán e – recita una nota di Palazzo Chigi – nel pieno rispetto dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura ungherese, dà seguito alle iniziative diplomatiche avviate il 22 gennaio. Domani i due si vedranno al Consiglio europeo. Qui potremmo parlare anche oggi di Gaza e Segre che dice “non devo discolparmi per quello che fa Israele”, di chip impiantanti nel cervello, di Schlein e Conte che si vedono ma per presentare un libro, o di Sinner in Italia. Però oggi preferiamo concentrarci sul caso Salis.

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/la-giornata/2024/01/30/audio/prigionieri_di_orban-422993061/

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