Navalny, mistero nel gulag
C’è la polveriera del Medio Oriente, quindi Israele e Gaza: la guerra della Striscia continua e i morti salgono quasi a 30 mila. Ci sono le tragedie italiane, come le vite spezzate degli operai nel cantiere di Esselunga a Firenze, e la politica che deve rispondere, che questa settimana si occuperà anche di milleproroghe, superbonus e terzo mandato per gli amministratori locali. Ma c’è, innanzitutto, il ricordo e la forza del messaggio di Alexei Navalny, l’oppositore di Putin morto venerdì nel gulag siberiano, tra versioni lacunose, smentite e indignazione dell’Occidente.