Salvini, filo diretto con Mosca
Oggi Meloni, Salvini, Tajani e Lupi sono alla Fiera di Cagliari, tutti insieme più o meno appassionatamente per tirare la volata a Paolo Truzzu, il candidato imposto da Fratelli d’Italia per le elezioni sarde di domenica. In commissione Affari costi-tuzionali prende corpo l’emendamento della Lega al Decreto legge Elezioni sul terzo mandato degli amministratori locali, e si va quindi a uno scontro plateale con i meloniani e Forza Italia, con un voto però rimandato alla prossima settimana. La premier intanto pensa di recarsi a Kiev e, per sabato 24 febbraio, giorno in cui si conteranno due anni esatti dall’invasione russa all’Ucraina, organizza la prima riunione del G7 a presidenza italiana con tutti i grandi collegati da remoto, più Volodymyr Zelensky: mossa anti-Putin, che mette implicitamente in imbarazzo il Carroccio. Qui intanto torniamo sulla morte di Navalny, sulle contraddizioni dei leghisti, su madre e moglie del dissidente russo che continuano a lottare. E sull’ipotesi che l’oppositore stesse organizzando una fuga.