Il fisco elettorale di Meloni
Prima di ogni altra cosa oggi dovete leggere il racconto di Sami Al-Ajrami, il giornalista che per noi tiene un diario sulle pagine di Repubblica dalla Striscia di Gaza. Stavolta ci affida la sua gioia e insieme la sua disperazione, perché le figlie gemelle di 18 anni sono riuscite a passare il valico di Rafah, sono entrate in Egitto e andranno a studiare in Olanda. Ce l’hanno fatta grazie alla colletta di tanti amici sparsi nel mondo, che hanno sostenuto il passaggio costoso: 5mila dollari a persona. Loro adesso hanno un domani, lui non sa se le rivedrà. Andate a cercare sul sito. Una doccia e un pasto normali. E’ questo che si sogna tra la popolazione palestinese.PoiOggi Giorgia Meloni alla Camera parla della riforma fiscale, suo cavallo di battaglia elettorale. Poi va a Firenze, in Regione deve firmare un accordo sui fondi europei. Ma arriva in città ancora senza candidato ufficiale per le comunali di giugno, sebbene le quotazioni di Eike Schmidt, l’ex direttore tedesco degli Uffizi diventato cittadino italiano, siano sempre molto alte, in contrapposizione alla dem Sara Funaro, assessora uscente al sociale del sindaco Dario Nardella che Matteo Renzi però non appoggerà a differenza di Carlo Calenda. La difficile composizione del puzzle a sinistra città per città, Regione per Regione, è certo più problematica della crisi che – per la coalizione di destra – attraversa la Lega di Matteo Salvini, ma gli ultimi flop del Carroccio sono comunque una spina nel fianco della maggioranza che - costi quel che costi - vuole mostrarsi unita, granitica. Nel governare e nell’affrontare le urne vicine e lontane: questo è il nodo più stretto della settimana post-Abruzzo. Infatti oggi il Carroccio torna alla carica e presenta in Aula al Senato l’emendamento al decreto elezioni per il terzo mandato dei presidenti di Regione (vedi alla voce Zaia). Per il resto si guarda a domenica, quando Meloni sarà in Egitto, da Al Sisi, con Ursula von der Leyen a parlare proprio di Gaza.