Le domande per Meloni
Gli attacchi del Libano sulla Galilea, la tensione per l’attesa di una replica di Israele, il G7 di Capri e il Consiglio europeo straordinario, la malapolitica che investe anche la Sicilia. Di questo parliamo oggi, senza dimenticare la visita di Giorgia Meloni a Tunisi, di nuovo dall’amico presidente, l’autocrate Kais Saied. La premier ha stretto accordi per evitare le partenze di migranti. Intese che si traducono in: Cinquanta milioni di euro per sostenere direttamente il bilancio dello Stato tunisino, ma anche nella linea di credito a favore delle piccole e medie imprese tunisine, del valore di 55 milioni di euro, e un protocollo d'intesa tra il ministero dell'Università italiano e l'omologo dicastero tunisino. Saied ricorda: La Tunisia non può essere Paese d’approdo o di transito per i migranti irregolari. Poi Meloni come in passato qui registra un video dietro al palchetto, come fosse in conferenza stampa, ma di giornalisti, neanche l’ombra. E infatti nessuno le fa mezza domanda (ce ne sarebbero state diverse anche sulla legge 194, quella sull’aborto che dice di voler applicare), così declama e poi parte alla volta di Bruxelles, dove con Zelensky si discute anche di Ucraina.