FIDUCIA (derivato dal latino fides, fedeltà). L'affidarsi, il fare assegnamento su qualcuno. In politica è uno dei fattori dei rapporti di potere, e contiene un elemento di speranza e di rischio.
Si dà fiducia a un superiore, a un Capo accettandone il potere, poiché si spera di avere in cambio sicurezza e benessere. Anche nel rapporto fra i cittadini e gli eletti - benché le costituzioni moderne vietino il mandato imperativo - nella scelta del rappresentante entra in gioco, se la legge elettorale lo permette, la fiducia personale, nella forma della stima, dell'affinità ideologica, della fedeltà, della clientela. L'eletto, se cambia la propria collocazione politica, compie un atto istituzionalmente legittimo, che però delude la fiducia che gli è stata conferita.
Ma si può anche dare fiducia a chi è di rango inferiore. Nelle democrazie parlamentari il governo è formalmente l'organo esecutivo di un potere superiore - il Legislativo, che rappresenta il popolo sovrano - , e resta in carica finché ha la fiducia di una maggioranza parlamentare, che può sfiduciarlo se ne è delusa. E' però anche possibile che sia il governo stesso (correndo i rischi relativi) a chiedere il voto di fiducia per inscenare, contro le minoranze, una prova di forza, che, bloccando le discussioni di merito, lo legittimi a rimanere al potere.