MINACCIA. Preannuncio, implicito o esplicito, di un male futuro. In politica è una strategia volta a condizionare l'agire altrui, senza fare ricorso diretto e massiccio alla violenza ma col prospettarne la possibilità, oppure col darne un saggio dimostrativo. La minaccia è in sé violenta, ed è al tempo stesso un avvertimento e un ammonimento.
All'interno di uno Stato democratico è ammessa solo la minaccia delle leggi e degli apparati di polizia, in cui si esprime il monopolio statale della violenza legittima. E' una minaccia aperta e non rivolta a nessuno in particolare, che si prefigge di far sì che tutti i cittadini agiscano nella legalità. Verso l'esterno, invece, lo Stato può ricorrere alla minaccia come mezzo di deterrenza per negoziare con altri Stati.
Mentre le lotte politiche e sindacali non sono in sé minacce, ma forme fisiologiche di conflitto, dichiarato e riconoscibile, le minacce della criminalità organizzata, quelle di poteri opachi legati ad apparati pubblici che vogliono colpire avversari politici, quelle di nemici dello Stato che praticano forme di intimidazione para-terroristiche, dimostrano invece l'esistenza di poteri violenti e aggressivi, che si sentono in grado di agire impunemente. Il che genera insicurezza nei cittadini e, indebolendo la loro fiducia verso le istituzioni, corrode il tessuto etico e istituzionale della democrazia.