(Dal greco skandalon, inciampo). Atto o evento che, reso noto, produce lo sconvolgimento di una norma etica, sociale o civile.
Il termine nasce dalle versioni greca e latina della Bibbia (soprattutto Matteo 18), ed è diffuso anche nel linguaggio politico. Qui denota la rivelazione pubblica di comportamenti che generano discredito verso chi li commette, e ne pongono a repentaglio onore e carriera politica.
La nozione politica di scandalo presuppone la condivisione sociale di alcuni standard etici, un'opinione pubblica che reagisca scandalizzandosi, e che tale reazione sia percepita come nociva dai responsabili dello scandalo. E presuppone liberi mezzi di comunicazione, che lo scandalo scoprano e diffondano, anche a fini di lotta politica, venendo a loro volta definiti 'scandalisticì da coloro che ne sono attaccati.
In Italia, nel secondo dopoguerra, scandali celebri costarono carriere pubbliche: fra gli altri, lo scandalo Montesi, lo scandalo Lockheed, lo scandalo Ior, e l'insieme di scandali legati a fondi neri, conosciuti come Tangentopoli.
In seguito al moltiplicarsi di fatti politicamente scandalosi, che da frequenti sono diventati quotidiani, e da eccezionali 'normali', l'uso del termine "scandalo" è relativamente caduto in disuso; e il comportamento scandaloso, reso pubblico dai media ma meno sanzionato socialmente, può anche non essere "inciampo" ma solo incidente passeggero, quando non trampolino di lancio per ulteriori successi.
Il termine nasce dalle versioni greca e latina della Bibbia (soprattutto Matteo 18), ed è diffuso anche nel linguaggio politico. Qui denota la rivelazione pubblica di comportamenti che generano discredito verso chi li commette, e ne pongono a repentaglio onore e carriera politica.
La nozione politica di scandalo presuppone la condivisione sociale di alcuni standard etici, un'opinione pubblica che reagisca scandalizzandosi, e che tale reazione sia percepita come nociva dai responsabili dello scandalo. E presuppone liberi mezzi di comunicazione, che lo scandalo scoprano e diffondano, anche a fini di lotta politica, venendo a loro volta definiti 'scandalisticì da coloro che ne sono attaccati.
In Italia, nel secondo dopoguerra, scandali celebri costarono carriere pubbliche: fra gli altri, lo scandalo Montesi, lo scandalo Lockheed, lo scandalo Ior, e l'insieme di scandali legati a fondi neri, conosciuti come Tangentopoli.
In seguito al moltiplicarsi di fatti politicamente scandalosi, che da frequenti sono diventati quotidiani, e da eccezionali 'normali', l'uso del termine "scandalo" è relativamente caduto in disuso; e il comportamento scandaloso, reso pubblico dai media ma meno sanzionato socialmente, può anche non essere "inciampo" ma solo incidente passeggero, quando non trampolino di lancio per ulteriori successi.