La Parola

Primarie

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Elezioni di primo livello che selezionano il candidato di un partito, o di una coalizione, a un'elezione per una carica monocratica.

Fino dalla metà del XIX secolo le primarie sono in vigore, con diverse procedure, negli Usa, per individuare i candidati alla presidenza. In Italia sono state introdotte dopo la fine dei partiti della Prima repubblica, grazie alle forze del centrosinistra, che a partire dal 2005 se ne sono servite in alcune occasioni per selezionare i candidati alla presidenza delle regioni, alla presidenza del consiglio, alla carica di sindaco, e anche per eleggere il segretario del partito.
   
L'aspetto positivo delle primarie  sta nell'incentivare la partecipazione, il rinnovamento della politica, la sua apertura alla società; di combattere la tendenza dei partiti a trasformarsi in una casta; di scegliere il candidato che ha maggiore sostegno popolare e non quello che ha i più potenti appoggi negli apparati dirigenti. Da questo punto di vista, le primarie, oltre che una risorsa, sono anche un rischio per il partito che vi ricorre, perché perde il pieno controllo sulle sue candidature.
   
D'altra parte, le controindicazioni delle primarie sono che selezionino candidati poco competenti,  e che contribuiscano così al discredito della politica; o, anche, che diano un'investitura plebiscitaria a candidati scelti dai vertici del partito;  oppure che siano utilizzate dalle fazioni interne ai gruppi dirigenti per combattersi, e che rendano quindi ancora più conflittuale la politica oligarchica delle correnti.