La Parola

Rivoluzione

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Dal latino re-volvere, ritornare. Il movimento che produce un'inversione, in senso tanto fisico (il rotolare di qualcosa, oppure il ruotare intorno a un centro) quanto figurato (un cambiamento radicale, che capovolge e ribalta una situazione data, un paradigma concettuale, un orizzonte intellettuale, un modo di produzione).
    
In ambito politico rivoluzione significa, in età moderna, uno sconvolgimento profondo dell'ordine costituito, il cui risultato è che ciò che è alto (il potere) viene abbassato e ciò che è basso (il popolo) viene innalzato. Questo rovesciamento verticale dà all'elemento ciclico contenuto nel termine un  significato polemico: la rivoluzione è la cesura che apre un tempo nuovo, nel quale, finalmente, ogni cosa (ri-)trova la propria giusta collocazione. E' un passaggio eccezionale, che fonda una nuova normalità; è un trauma violento che instaura la pace di un ordine alternativo; è un attestato di sfiducia nella possibilità che l'ordine esistente possa riformarsi, e un gesto di speranza per il futuro.

Tanto la prima e la seconda rivoluzione inglese (nel XVII secolo), quanto quella americana e quella francese (nel XVIII), quanto infine quelle nazionali dell'Ottocento e quella bolscevica in Russia (nel XX), hanno in sé - pur distanti fra loro quanto a contesto e a finalità - la pretesa di inaugurare un 'nuovo', anche quando affermano di restaurare antichi diritti.

Le rivoluzioni moderne distruggono i regimi assolutistici armate di imponenti apparati di pensiero, e sostenute dalla capacità politica e organizzativa di classi in ascesa o di ferrei partiti rivoluzionari, il che le differenzia dalle rivolte, più spontanee e meno consapevoli dei propri fini. Le rivoluzioni democratiche dei nostri giorni - da quella che abbatté il comunismo nel 1989 a quella araba che sta rovesciando regimi dittatoriali - presentano maggiore spontaneità e non ricorrono, di solito, alla violenza (anzi, la subiscono), ma traggono il loro irresistibile potere dalla larghissima adesione popolare a iniziali moti di protesta, che esprimono l'insoddisfazione per anni di ingiustizie e disagi.