La Parola

Truffa

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(Dal francese antico truffe).
Il raggiro compiuto per trarne indebito vantaggio.
 
Nell'ambito politico il termine è legato soprattutto alla cosiddetta "legge-truffa" (1953) che conferiva un premio di maggioranza alle liste apparentate che avessero conseguito alle elezioni il 50% più uno dei voti (il quorum previsto non venne raggiunto, e la legge non entrò mai in vigore). L'elemento di 'truffa' consisteva,  secondo l'opposizione di sinistra, nel fatto che la legge, modificando il sistema proporzionale, falsava il risultato elettorale, a vantaggio dei partiti più forti (quelli di centro). Lo stesso si potrebbe dire della legge elettorale oggi in vigore, che anche senza che una lista ottenga la maggioranza assoluta, trasforma in assoluta, in Parlamento, quella che nel Paese è una maggioranza soltanto relativa.
    
Il concetto di truffa, nella politica di oggi, ha metaforicamente a che fare con la circostanza che lo spazio politico è una 'scena' sulla quale talvolta si recita un copione del tutto artificioso e fittizio, che ha come obiettivo di trasmettere un messaggio falso ai cittadini, inquinando la libera e trasparente dialettica della politica democratica fra governo e opposizione, fra istituzioni e Paese.  Le istituzioni, in questo caso, non producono simboli o rappresentazioni, come sarebbe fisiologico, ma un'immagine alterata della realtà; ovvero, non arricchiscono la politica con un'elaborazione, o con una decisione, ma la interpretano come l'occasione di un gesto rivolto alla propaganda o ad altro immediato vantaggio.

Un esempio è la recente votazione parlamentare sul proseguimento della guerra in Libia, che è stata presentata come una prova della solidità della maggioranza mentre non ha aggiunto nulla a quanto il Parlamento aveva in precedenza già deciso, se non un impegno del governo a fissare una data certa della fine delle operazioni  -  concetto palesemente assurdo, e subito smentito da tutte le autorità responsabili,  nazionali e internazionali  - . Un atto inutile, sotto il profilo legale e politico, e ingannatore della pubblica opinione.