La Parola

Ballottaggio

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(dal francese ballotage, derivante dall'italiano ballotta, nel significato di piccola palla, o di castagna).

Propriamente è un  sistema di votazione attraverso la deposizione di una palla in un'urna;  dal punto di vista politico oggi indica comunemente la scelta che si compie al secondo turno elettorale fra i candidati che hanno avuto i migliori risultati al primo turno, quando nessuno vi ha raggiunto il quorum previsto. La legge determina il numero degli ammessi al ballottaggio, che nel caso delle cariche monocratiche (ad esempio, la funzione di sindaco in Italia, e di presidente della Repubblica in Francia) è, di regola, due.
    
La ratio del ballottaggio è duplice: in primo luogo, che chi riveste una carica di particolare rilievo deve essere legittimato dalla maggioranza assoluta degli elettori; in secondo luogo, che le elezioni, anche attraverso una forzatura proceduralmente garantita, debbono comunque produrre un risultato univoco e indiscutibile.
   
Il risultato dell'istituto del ballottaggio, per le cariche monocratiche che lo prevedono, è che una elezione fra più candidati culmina in una decisione finale, in un redde rationem fra i due che, dei molti concorrenti iniziali, sono rimasti in lizza. Gli elementi della personalità individuale, delle singole capacità, vi si fanno quindi più forti  -  a volte a scapito del contenuto politico del confronto, altre volte, invece, enfatizzandolo  - .

L'elemento di pathos che è racchiuso nel fronteggiarsi faccia a faccia dei contendenti fa assomigliare il ballottaggio a una sfida mortale, a un duello senza vie di scampo, da cui usciranno un vincitore e un vinto. Da qui la forte carica di spettacolarizzazione, di suspence e di trepidazione che il ballottaggio comporta, suffragata anche dalla etimologia: in inglese, infatti, ballot è tanto la palla, e per estensione la scheda elettorale e la votazione, quanto - sia pure in un significato meno usuale - la pallottola.