✕

Vittoria

1 minuti di lettura
(dal latino victoria, da vincere; greco nike). Il successo in una gara sportiva, in una contesa politica, o in un combattimento  -  figurato (ad esempio, morale) o reale (una guerra, un duello).
  
In quanto evento decisivo di un conflitto (nelle sue diverse gradazioni, che vanno dalla concorrenza economica al rapporto amico/nemico) che ha  richiesto un grande impegno d'energie, la vittoria è  l'esaltazione della forza vitale, il momento in cui si concentra ed esplode il giubilo trionfale sia individuale sia collettivo. Al contrario del vincitore, il vinto non solo può perdere la vita, ma vede  certamente indebolita la propria immagine, la propria combattività, e anche la propria indipendenza e libertà.

A causa della intensificazione emotiva e passionale che implica  -  che porta il vincitore in uno stato di ebbrezza  -  alla vittoria sono state attribuite qualità divine: e infatti nel mondo antic…
(dal latino victoria, da vincere; greco nike). Il successo in una gara sportiva, in una contesa politica, o in un combattimento  -  figurato (ad esempio, morale) o reale (una guerra, un duello).
  
In quanto evento decisivo di un conflitto (nelle sue diverse gradazioni, che vanno dalla concorrenza economica al rapporto amico/nemico) che ha  richiesto un grande impegno d'energie, la vittoria è  l'esaltazione della forza vitale, il momento in cui si concentra ed esplode il giubilo trionfale sia individuale sia collettivo. Al contrario del vincitore, il vinto non solo può perdere la vita, ma vede  certamente indebolita la propria immagine, la propria combattività, e anche la propria indipendenza e libertà.

A causa della intensificazione emotiva e passionale che implica  -  che porta il vincitore in uno stato di ebbrezza  -  alla vittoria sono state attribuite qualità divine: e infatti nel mondo antico è stata raffigurata come una dea, alata e recante in mano una corona o una foglia di palma. Per gli stessi motivi il vincitore è stato ritenuto degno di ricevere oltre la posta materiale in palio anche alti onori: ad esempio, di essere il dedicatario di inni, o di altri riconoscimenti simbolici, oppure di essere il protagonista del trionfo (durante il quale, a evitare che la baldanza diventasse tracotanza, al trionfatore veniva ricordata la sua condizione mortale  -  cioè il fatto che la vittoria è sì dovuta al merito personale,  ma anche alla buona sorte e al favore degli dei).

Supremo ideale politico del mondo classico, aspirazione costante di chiunque si impegni in  un confronto sociale e politico, forte momento identitario di comunità piccole  e grandi (in molti casi le vittorie diventano feste nazionali), la vittoria non appaga ma anzi spinge all'azione; la speranza nella vittoria, l'invocazione della vittoria, è non a caso in molte lingue e in molte circostanze una formula rituale di saluto e di augurio. Quindi, oltre che culmine e compimento dell'agire, la vittoria è anche mezzo e strumento per altre lotte, per altri impegni, per altre vittorie (la vittoria finale); ma qui emerge anche la sua duplicità.

La vittoria, benché esaltante, può infatti essere incapace di generare ulteriori successi: può essere cioè una vittoria inutile o troppo costosa, e quindi aprire la strada all'insuccesso. L'amara delusione che nasce in questi casi dà vita, ancora oggi, a mitologie politiche di vario tipo  -   la vittoria di Pirro, la vittoria mutilata, la vittoria tradita, la vittoria perduta  - , e può generare astiosi propositi di rivincita (il revanscismo).