La Parola

Supplenza

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(dal verbo 'supplire', a sua volta dal latino sub e plere, riempire).  L'azione del sostituire temporaneamente qualcuno in un ufficio, che è vacante oppure che è occupato da persona impedita o incapace.
 
In politica la supplenza può essere apertamente prevista e formalizzata, attraverso la figura del vicario, del reggente, del luogotenente; oppure può essere informale, può cioè meramente valere di fatto  -  anche senza essere occulta, o illegale  - . Questo secondo caso si verifica quando nella debolezza di  alcuni dei pubblici poteri si inserisce l'azione di altre forze e di altre istituzioni, che cercano di svolgerne in qualche modo le funzioni, essenziali per svolgimento della vita civile.
    
Tipicamente, si ha supplenza dei poteri politici quando questi sono in decadenza, o quando si presentano emergenze a cui sono inadeguati: come in Italia avviene, fra alti e bassi, dalla grande crisi di Mani pulite. Non è corretto affermare che  la magistratura volle allora supplire la politica; mentre è più giusto riconoscere che dall'inizio degli anni Novanta  il funzionamento della democrazia parlamentare e del sistema dei partiti si è progressivamente inceppato; e che all'interno di questa crisi si è generata una forma di governo personale, demagogica e populistica, spesso tentata dallo strappo istituzionale; e che nel frattempo anche questa nuova configurazione di potere si è molto indebolita, divenendo sempre più inefficiente e inadeguata.
   
E' in questa dinamica che è cresciuto il ruolo del Capo dello Stato. Questi, in quanto custode della Costituzione, ha spesso rinviato o corretto leggi e decreti del parlamento e del governo che si situavano in palese contrasto con la Carta costituzionale, accentuando così  -  in senso politico ma non partitico  -  i poteri di controllo che già questa gli riconosce. Inoltre, a fronte della interna divisione e della mancanza di autorevolezza del governo, sempre più spesso il Capo dello Stato ha dovuto adoperarsi, attraverso esternazioni, moral suasion, autorevoli consigli riservati, perché un minimo di linea politica fosse coerentemente perseguita. In questa sua azione il Presidente della Repubblica ha di fatto supplito  -  con correttezza e insieme con nettezza  -  il potere politico incerto e vacillante del governo, e quello altrettanto debole dell'opposizione. Fra i molti esempi di quest'opera di supplenza si può ricordare la fermezza con cui è stata intrapresa, e poi difesa anche contro i tentennamenti della maggioranza, la partecipazione italiana all'azione militare contro la Libia; e anche il varo della manovra economica, in tempi rapidi e con un consenso di fatto bipartisan, è dovuto primariamente dagli input del Quirinale.
   
Naturalmente, questa situazione è la spia di un'anomalia, di un deficit  o almeno di una difficoltà, che la supplenza rivela, e che corregge senza però poterle dare una soluzione strutturale. Inerisce alla supplenza la transitorietà, che dovrebbe trovare soluzione e compimento in una rinnovata e riformata stabilità istituzionale.