La Parola

Vertice

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(dal lat. vertex, sommità). E' il punto più alto di qualcosa (di un monte, di una persona, di una vita,  di un'epoca), oppure il punto in cui convergono le linee e le superfici fondamentali di una struttura (di un angolo, di una figura geometrica).

     In politica "vertice" significa sia le élites (i vertici della società, di un partito, di uno Stato) sia l'incontro, ufficioso o ufficiale,  fra figure rappresentative e autorevoli, con la finalità di trattare su argomenti controversi per cercare di trovare un accordo (in questa accezione equivale all'inglese summit).
    
I vertici, o gli incontri al vertice, sono stati e sono ancora il momento culminante del normale svolgimento delle relazioni internazionali. Nei vertici  -  preparati da funzionari tecnici (detti sherpa) che istruiscono e le questioni aperte  -  i supremi responsabili politici di Paesi distanti e a volte contrapposti producono, con un misto di dialogo e di più o meno velato rimando ai rapporti di forza reali, e  col massimo di visibilità formale e al tempo stesso di riservatezza sostanziale, una soluzione dei problemi (o un 'nulla di fatto', nel caso di fallimento del vertice).  Meno complessi delle vere e proprie 'conferenze internazionali', e più caratterizzati da fattori legati alla personalità dei leader che si incontrano,  i vertici hanno scandito la storia del secondo dopoguerra,  da quelli, di solito svolti in sedi neutrali come Ginevra o il Palazzo dell'Onu a New York, fra i leader delle due superpotenze, a quelli, frequentissimi, tra i capi di Stato o di governo dei principali Paesi europei, che hanno reso possibile di fatto il funzionamento delle istituzioni comunitarie.
     
Per analogia a quelli internazionali, si definiscono "vertici" anche gli incontri fra i leader di diversi partiti che pur appartenendo a un medesimo Paese e a un medesimo sistema politico, si considerano soggetti politici autonomi, separati e distanti e quindi, avendo posizioni differenziate su argomenti diversi ed essendo tuttavia  più o meno orientati a collaborare in una certa contingenza politica, si incontrano per far valere i rispettivi interessi e punti di vista, e per trovare se possibile una composizione (quella che Bossi chiamava la 'quadra'). A differenza di quelli internazionali, di solito noti al grande pubblico, i vertici tra capi di partiti sono spesso riservati o segreti, sia perché a volte la materia di cui trattano non è gloriosa (spartizioni di posti di potere) sia perché non è opportuna la pubblicità per incontri che possono anche anticipare e determinare gli atti di quelli che dovrebbero essere i detentori ufficiali del potere politico (governo e parlamento).
   
Il sentore di semi-clandestinità legato ai vertici di leader di partiti  -  che li rende misteriosi e al tempo stesso li fa assurgere a veri e propri miti (ad esempio, 'il patto della crostata', in casa Letta, nel 1996, fra Berlusconi e D'Alema)  -  è destinato ad aumentare in tempi di governi "tecnici" sostenuti da partiti 'politici'. I cui capi devono pure incontrarsi per discutere, ma date le circostanze trovano più opportuno darsi appuntamento nel sottosuolo di Roma, fra cunicoli, tunnel e passaggi segreti. Che il vertice invece che in alto si svolga in basso, è così un emblema, di nitore geometrico, dei molti rovesciamenti a cui la politica sta oggi andando incontro.