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Corvo

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(dal latino corvus, uccello dei passeracei di piumaggio nero)
 
Nel suo significato traslato, specialmente giornalistico-giudiziario,  'corvo' significa vile e subdolo propalatore anonimo di segreti e maldicenze - vere o inventate  - con modalità diffamatorie e ostili, al fine di far fallire un'impresa alla quale lo stesso corvo partecipa, risultandone così un traditore.

Le origini di questo significato negativo del termine vanno ricercate in un'estensione recente di una valenza latina del nome. Secondo Ovidio (Metamorfosi, libro II),  infatti, il corvo era originariamente candido e sacro ad Apollo, il quale cambiò il suo colore in nero, adirato con l'uccello che  -  sapendo parlare  -  gli aveva riportato la notizia triste e dolorosa di un tradimento amoroso di Coranide, una fanciulla amata dal dio.

Oltre a quella di propalatore di notizie spiacevoli, e quindi di malaugurante e di maldicente, il corvo ha inoltre la fama, fin d…
(dal latino corvus, uccello dei passeracei di piumaggio nero)
 
Nel suo significato traslato, specialmente giornalistico-giudiziario,  'corvo' significa vile e subdolo propalatore anonimo di segreti e maldicenze - vere o inventate  - con modalità diffamatorie e ostili, al fine di far fallire un'impresa alla quale lo stesso corvo partecipa, risultandone così un traditore.

Le origini di questo significato negativo del termine vanno ricercate in un'estensione recente di una valenza latina del nome. Secondo Ovidio (Metamorfosi, libro II),  infatti, il corvo era originariamente candido e sacro ad Apollo, il quale cambiò il suo colore in nero, adirato con l'uccello che  -  sapendo parlare  -  gli aveva riportato la notizia triste e dolorosa di un tradimento amoroso di Coranide, una fanciulla amata dal dio.

Oltre a quella di propalatore di notizie spiacevoli, e quindi di malaugurante e di maldicente, il corvo ha inoltre la fama, fin dall'antichità, di essere un animale immondo e  perverso, sia perché si nutre di cadaveri sia perché si accoppierebbe non con gli organi genitali ma con la bocca (attestazioni di ciò sono in Orazio, Marziale, Giovenale).

A questi significati si è aggiunto quello di informatore/diffamatore anonimo dall'interno di un contesto riservato  e ristretto  in occasione della serie di lettere che nel 1989 furono inviate, ad alte autorità statali, da un componente del pool palermitano antimafia, per criticare e calunniare Falcone, e i suoi metodi investigativi. Di essere l'esecutore di questa strategia dei "veleni a palazzo di Giustizia", ispirata dalla mafia per screditare i nuovi agguerriti investigatori, fu accusato il magistrato Alberto Di Pisa, condannato in primo grado e poi assolto in appello.

In questo significato, il colore nero diviene l'emblema non solo del malaugurio e della morte, ma anche dell'oscurità in cui il corvo opera, delle tenebre della sua anima, e della torbida opacità che le sue azioni suscitano, per impedire sia il buon funzionamento della struttura di cui fa parte sia il limpido accertamento della verità. Il corvo ha quindi a che fare con la menzogna, il tradimento, la doppiezza e la disinformazione.

Che nelle recenti vicende che hanno interessato la Curia romana sia apparso un corvo del quale altri informatori interni affermano non sia una persona ma parecchie, che agiscono 'a fin di bene', cioè per screditare e sabotare l'operato non di 'buoni' ma di 'cattivi' che si fingono buoni, scoperchia un mondo non di duplicità ma di triplicità e di molteplicità  -  di buoni che agiscono da cattivi, insomma, perché il fine buono giustifica i mezzi illeciti  - . Tenuto conto che 'corvì era anche il soprannome dispregiativo con cui l'anticlericalismo ottocentesco definiva i sacerdoti, per il colore nero dell'abito talare, si può dire che se le tenebre non verranno presto diradate,  e il machiavellismo esorcizzato con robuste dosi di spirito evangelico, il corvo rischia di diventare l'emblema della sede principale di una religione che nel proprio patrimonio simbolico aveva invece, tra l'altro,  candide colombe, miti pecorelle e la regale aquila della giustizia divina.