La prima cosa bella di venerdì 27 marzo 2020 è la nuova canzone di Jackson Browne, positivo al coronavirus, profezia in musica: "Se tutto andrà bene è ancora un po' presto per dirlo", ma non per crederlo. Scritta mesi fa, uscita ora con largo anticipo sull'album, conferma il curioso destino di questa voce come colonna sonora delle nostre esistenze. O almeno della mia.
ASCOLTA IL BRANO
Ero un ragazzo attaccato alla radio di notte in cerca del mio gusto musicale. In una trasmissione chiamata Popoff Carlo Massarini accompagnò il mio primo disamore mentre Jackson Browne, parcheggiata l'auto davanti a un quadro di Magritte, cantava Late for the sky: "Le promesse sussurate nel mutar della luce in quel letto dove stavamo noi due, in ritardo per il cielo". Dieci anni dopo mi laureavo vagamente in Giurisprudenza sulle note di Lawyers in love: "Sono l'unico ad ascoltare le urla e i pianti soffocati degli avvocati inna…
ASCOLTA IL BRANO
Ero un ragazzo attaccato alla radio di notte in cerca del mio gusto musicale. In una trasmissione chiamata Popoff Carlo Massarini accompagnò il mio primo disamore mentre Jackson Browne, parcheggiata l'auto davanti a un quadro di Magritte, cantava Late for the sky: "Le promesse sussurate nel mutar della luce in quel letto dove stavamo noi due, in ritardo per il cielo". Dieci anni dopo mi laureavo vagamente in Giurisprudenza sulle note di Lawyers in love: "Sono l'unico ad ascoltare le urla e i pianti soffocati degli avvocati inna…
La prima cosa bella di venerdì 27 marzo 2020 è la nuova canzone di Jackson Browne, positivo al coronavirus, profezia in musica: "Se tutto andrà bene è ancora un po' presto per dirlo", ma non per crederlo. Scritta mesi fa, uscita ora con largo anticipo sull'album, conferma il curioso destino di questa voce come colonna sonora delle nostre esistenze. O almeno della mia.
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Ero un ragazzo attaccato alla radio di notte in cerca del mio gusto musicale. In una trasmissione chiamata Popoff Carlo Massarini accompagnò il mio primo disamore mentre Jackson Browne, parcheggiata l'auto davanti a un quadro di Magritte, cantava Late for the sky: "Le promesse sussurate nel mutar della luce in quel letto dove stavamo noi due, in ritardo per il cielo". Dieci anni dopo mi laureavo vagamente in Giurisprudenza sulle note di Lawyers in love: "Sono l'unico ad ascoltare le urla e i pianti soffocati degli avvocati innamorati". Nel 2014, Walls and doors: "Da che mondo è mondo una cosa è certa: c'è chi costruisce muri e chi apre porte".
E adesso questa ballata incerta: A little soon to say. D'accordo è ancora un po' presto, ma: "Che mondo ci aspetta oltre l'orizzonte? Tutto ciò di cui abbiamo bisogno lo avevamo già dentro di noi".
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Ero un ragazzo attaccato alla radio di notte in cerca del mio gusto musicale. In una trasmissione chiamata Popoff Carlo Massarini accompagnò il mio primo disamore mentre Jackson Browne, parcheggiata l'auto davanti a un quadro di Magritte, cantava Late for the sky: "Le promesse sussurate nel mutar della luce in quel letto dove stavamo noi due, in ritardo per il cielo". Dieci anni dopo mi laureavo vagamente in Giurisprudenza sulle note di Lawyers in love: "Sono l'unico ad ascoltare le urla e i pianti soffocati degli avvocati innamorati". Nel 2014, Walls and doors: "Da che mondo è mondo una cosa è certa: c'è chi costruisce muri e chi apre porte".
E adesso questa ballata incerta: A little soon to say. D'accordo è ancora un po' presto, ma: "Che mondo ci aspetta oltre l'orizzonte? Tutto ciò di cui abbiamo bisogno lo avevamo già dentro di noi".