La prima cosa bella di mercoledi 15 aprile
Gabriele RomagnoliLa prima cosa bella di mercoledì 15 aprile 2020 è la paziente zero, asintomatica, condannata e isolata. E l’uomo che, cent’anni dopo, a suo modo l’amò. Mary Mallon era un’immigrata irlandese in America a inizio Novecento. Lavorava con successo come cuoca, tra le famiglie ricche di Manhattan. La sua specialità era la pesca melba. Molti ricorsero al suo servizio e quasi tutti si ammalarono di tifo. L’indagine che portò a identificarla come denominatore comune di almeno 50 casi è ricostruita in uno dei migliori medical drama di sempre, la serie The Knick (ancora visibile su Sky Go). Mary si dichiarò innocente. E lo era: come poteva sapere di contagiare se era sana? Fu messa in quarantena per tre anni, poi liberata a patto che non cucinasse più. Trasgredì, perché era appassionata e fuorilegge. Stavolta il contagio fu consapevole e venne reclusa su un’isola a nord del Bronx, fino alla morte. Un secolo dopo, sulla sua tomba si presentò un uomo alto e magro, brizzolato e famoso. Lo sguardo al bivio tra ironia e malinconia. Si chinò e depose sulla terra un suo coltello da cucina: “Da cuoco a cuoco”. Aveva riconosciuto un destino. Scrisse su di lei un libro (Typhoid Mary), che in italiano si intitola I segreti di Mary la cuoca. Lui era una persona speciale, che manca. Si chiamava Anthony Bourdain.