La prima cosa bella

di Gabriele Romagnoli

Un film, un gol di tacco, il silenzio di un politico. Storie fuori dal flusso per recensire la vita, in positivo. Dal lunedì al venerdì il podcast di Gabriele Romagnoli su Repubblica

La prima cosa bella di domenica 3 maggio

La prima cosa bella di domenica 3 maggio è il miglior libro letto in 50 giorni di reclusione: Sognando la luna, di Michael Chabon, (Rizzoli, 2017): la prova che il destino sa quel che fa. Dentro c’è di tutto: la storia vera della famiglia Chabon, l’amore dei nonni “che si perdonavano con il pragmatismo di due amanti su un aereo che precipita”, un padre medico che preferisce fare il truffatore “scambiando l’incapacità per filosofia di vita”, una madre incartata dentro un segreto che non rivela e uno che non conosce, uno zio che pratica ogni possibile eccesso, il mondo come una Torre di Babele “fatto di storie e sempre sul punto di crollare”. E crollerebbe se tutti noi non fossimo scettici e ci impedissimo di credere: alle bambine violentate dai nazisti cattivi e dagli zii buoni, al fatto che la luna non fosse il sogno di un Paese libero ma di un criminale di guerra importato con tutti gli onori, alle nostre stesse colpe occultate dal domani che viene. A tenerci avvinti, a farci leggere il romanzo di questa umanità dissennata, è la fiducia nell’intelligenza del destino. Per dire: la trama di una famiglia così straordinaria la consegna a un erede inconsapevole, che fa lo scrittore, un grande scrittore.

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