La prima cosa bella di giovedì 19 novembre 2020 è la capsula del tempo, quella predisposta dal Liverpool e che tutti dovremmo preparare. Con un'intuizione che la conferma una squadra di calcio particolare, quella dei Reds ha messo nel cuore del nuovo centro di allenamento un contenitore da aprire fra 50 anni per capire ciò che era. Dentro, fra i primi oggetti: gli occhiali dell'allenatore Klopp, i guanti del portiere Alisson e un ricordo delle 96 vittime del disastro di Hillsborough. E' efficace, rievoca l'anima, il corpo e la loro sintesi fatta storia. E' un esempio da seguire. Quando le persone se ne vanno lasciano dietro di sé una massa sconsiderata di oggetti, senza distinzione alcuna tra ciarpame e indizi, tra quel che hanno maneggiato e quel che li ha definiti. Chi resta si perde, o equivoca, più o meno consapevolmente: scambia un gioiello per una traccia, la foto sbagliata per una prova. Bisognerebbe bruciare quasi tutto pr…
La prima cosa bella di giovedì 19 novembre 2020 è la capsula del tempo, quella predisposta dal Liverpool e che tutti dovremmo preparare. Con un'intuizione che la conferma una squadra di calcio particolare, quella dei Reds ha messo nel cuore del nuovo centro di allenamento un contenitore da aprire fra 50 anni per capire ciò che era. Dentro, fra i primi oggetti: gli occhiali dell'allenatore Klopp, i guanti del portiere Alisson e un ricordo delle 96 vittime del disastro di Hillsborough. E' efficace, rievoca l'anima, il corpo e la loro sintesi fatta storia. E' un esempio da seguire. Quando le persone se ne vanno lasciano dietro di sé una massa sconsiderata di oggetti, senza distinzione alcuna tra ciarpame e indizi, tra quel che hanno maneggiato e quel che li ha definiti. Chi resta si perde, o equivoca, più o meno consapevolmente: scambia un gioiello per una traccia, la foto sbagliata per una prova. Bisognerebbe bruciare quasi tutto prima. O comunque lasciare quel che davvero conta: la capsula del proprio tempo, in una cassetta poco ingombrante. Ognuno ci metta non quel che lo ha rappresentato, ma quel che è veramente stato. Fate voi. Io: il libro che più ha contato (non il migliore, quello che mi ha cambiato mentre leggevo), la pagina con quel che non ho mai raccontato (scritta e poi cancellata), la fede (nuziale e assoluta), l'orologio blu dual time, perché non ero soltanto lì e figurati se allora lo sarò.