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La stanza degli abbracci a Castelfranco Veneto 

La vecchia guardia

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La prima cosa bella di lunedì 23 novembre 2020 è la vita avventurosa dei vecchi. In questi tempi, mentre i giovani annaspano in mondi virtuali e i loro padri si sdraiano, fragili ponti tra un passato e un presente indomabili, sono i vecchi gli eroi della storia. Stracampano: uno o due decenni più dei loro genitori o nonni. Vengono a contatto con personaggi esotici che gli circolano per casa e ai cui avi i loro avi spararono. Hanno imparato ad accogliere come genero il marito del figlio maschio. Tocca a loro affrontare i cattivi: truffatori che chiedono soldi per installare aggeggi farlocchi contro fughe di gas, suadenti voci al telefono che domandano la password del conto corrente, velociraptor appostati nei pressi del bancomat. Alcuni fanno i modelli nelle pubblicità: non solo Jean Didion, anche quella signora che mette la minigonna perché ha scoperto le calze che trattengono di tutto. Se nelle cronache di un tempo a subire angherie erano i bambini …
La prima cosa bella di lunedì 23 novembre 2020 è la vita avventurosa dei vecchi. In questi tempi, mentre i giovani annaspano in mondi virtuali e i loro padri si sdraiano, fragili ponti tra un passato e un presente indomabili, sono i vecchi gli eroi della storia. Stracampano: uno o due decenni più dei loro genitori o nonni. Vengono a contatto con personaggi esotici che gli circolano per casa e ai cui avi i loro avi spararono. Hanno imparato ad accogliere come genero il marito del figlio maschio. Tocca a loro affrontare i cattivi: truffatori che chiedono soldi per installare aggeggi farlocchi contro fughe di gas, suadenti voci al telefono che domandano la password del conto corrente, velociraptor appostati nei pressi del bancomat. Alcuni fanno i modelli nelle pubblicità: non solo Jean Didion, anche quella signora che mette la minigonna perché ha scoperto le calze che trattengono di tutto. Se nelle cronache di un tempo a subire angherie erano i bambini chiusi in orfanotrofi e collegi, ora sono i vecchi in ospizi gestiti da crudelie fumettistiche chiamate Dragomir. Da ultimo, sono vittime designate di una pandemia e vengono messi in fondo nelle liste d'attesa dell'ossigeno, chiusi in casa, condannati al Natale con chi puoi, cioè te stesso. Quando passerà il virus, torneranno fuori e se l'avranno presa male, attenzione: sono gli unici a saper fare una guerra.