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L'unica scrivania illuminata

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La prima cosa bella di venerdì 4 dicembre 2020 è una cosa che lo smart working ha cancellato: l’unica scrivania illuminata. Ci ho ripensato guardando un episodio (il peggiore) di Black Mirror in cui il designer di videogiochi rimaneva per ultimo nelle stanze deserte della sua compagnia. Sarà capitato a chiunque stia leggendo. E’ un momento a suo modo struggente. Nei film americani a questo punto entrano in scena le donne o gli uomini delle pulizie suonando la sinfonia dell’aspirapolvere. Nella realtà non succede assolutamente niente. La guerra è finita, quella è la sensazione. Tutte le pratiche sono belve addomesticate che dormono nella sabbia del circo. In una redazione, le notizie sono passeggeri che hanno perduto l’ultimo aereo e s’accasciano in attesa del volo del mattino. Tutte le lotte sono rimandate, le carriere riposano. La moquette è una trama invisibile, le lettere sul computer un addobb…
La prima cosa bella di venerdì 4 dicembre 2020 è una cosa che lo smart working ha cancellato: l’unica scrivania illuminata. Ci ho ripensato guardando un episodio (il peggiore) di Black Mirror in cui il designer di videogiochi rimaneva per ultimo nelle stanze deserte della sua compagnia. Sarà capitato a chiunque stia leggendo. E’ un momento a suo modo struggente. Nei film americani a questo punto entrano in scena le donne o gli uomini delle pulizie suonando la sinfonia dell’aspirapolvere. Nella realtà non succede assolutamente niente. La guerra è finita, quella è la sensazione. Tutte le pratiche sono belve addomesticate che dormono nella sabbia del circo. In una redazione, le notizie sono passeggeri che hanno perduto l’ultimo aereo e s’accasciano in attesa del volo del mattino. Tutte le lotte sono rimandate, le carriere riposano. La moquette è una trama invisibile, le lettere sul computer un addobbo fuor da ogni stagione. La luce dell’ultima scrivania avvolge un uomo o una donna placati: solo quel che è irrimediabile alla fine pacifica. Rinviare a domani è un gesto di fede nell’immutabilità dei giorni e nell’eternità che li srotola. C’è sempre stato, ci deve essere, ci sarà. Per cui, anche quando l’ultima luce si spegne, siamo sicuri che il mondo non finirà.