✕
(reuters)

Il silenzio splende

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

La prima cosa bella di venerdì 11 dicembre 2020 è il silenzio intermittente che si forma nella voce del pianeta, in questo anno di minore grazia. E’ un attimo, qua e là, imprevedibile, ma palpabile. Il minuto di silenzio è una cosa diversa, programmata e doverosa. Un omaggio nel corso del quale, in realtà, si comincia pensando a qualcuno che se n’è andato e già a metà si è altrove con la testa. Invece, se fai attenzione, ti accorgi che ogni tanto, qualcuno che ti vive accanto o che hai appena incrociato, tace. Una parentesi. E lì dentro abitano ancora. Lì dentro c’è Paolo Rossi che segna su passaggio della nostra gioventù; c’è Ezio Bosso che chiude la porta della sinfonia che ha diretto e si gira incredulo; c’è Gigi Proietti che ti aspetta nella saùna. Ci sono quelli che quel tale ha amato, noti solo a lei o a lui. Poi si riscuote e torna il tra…

La prima cosa bella di venerdì 11 dicembre 2020 è il silenzio intermittente che si forma nella voce del pianeta, in questo anno di minore grazia. E’ un attimo, qua e là, imprevedibile, ma palpabile. Il minuto di silenzio è una cosa diversa, programmata e doverosa. Un omaggio nel corso del quale, in realtà, si comincia pensando a qualcuno che se n’è andato e già a metà si è altrove con la testa. Invece, se fai attenzione, ti accorgi che ogni tanto, qualcuno che ti vive accanto o che hai appena incrociato, tace. Una parentesi. E lì dentro abitano ancora. Lì dentro c’è Paolo Rossi che segna su passaggio della nostra gioventù; c’è Ezio Bosso che chiude la porta della sinfonia che ha diretto e si gira incredulo; c’è Gigi Proietti che ti aspetta nella saùna. Ci sono quelli che quel tale ha amato, noti solo a lei o a lui. Poi si riscuote e torna il traffico. Allora per un attimo taci tu e rivedi Franco Maria Ricci nel suo labirinto, dove siamo perduti e camminiamo, dandoci la voce per trovarci, quando è nel silenzio che siamo tutti, ma proprio tutti presenti. “No hay banda. No hay orquesta. Silencio”.