La prima cosa bella di martedì 15 dicembre 2020 è un grido che si leva nel Montefeltro, dalle spalle della Gioconda, fino al belvedere con la campana di Lhasa, che muta ascolta: “Gianni!”, “Gianni!”, “Gianni!”. Se lo ricordano tutti quello spot anomalo in cui Tonino Guerra si girava e diceva: “Gianni! L’ottimismo è il profumo della vita!”. Gianni chi? Gianni Giannini, un uomo dalla vita profumata. Se n’è andato domenica. Troppi addii quest’anno: mi ero detto che non avrei più scritto un saluto, ma per “Gianni!” non si può non fare eccezione. Se ne stava al lato della piazza, seduto nella “papamobile”, la camicia rosa che gli andava larga, i polsini ripiegati all’interno, agitava la mano, l’indice esile indicava sempre qualcosa di nuovo. Era stato un cacciatore di bellezza e quando non la trovava, la creava lui. Aveva fatto di Pennabilli una ca…
La prima cosa bella di martedì 15 dicembre 2020 è un grido che si leva nel Montefeltro, dalle spalle della Gioconda, fino al belvedere con la campana di Lhasa, che muta ascolta: “Gianni!”, “Gianni!”, “Gianni!”. Se lo ricordano tutti quello spot anomalo in cui Tonino Guerra si girava e diceva: “Gianni! L’ottimismo è il profumo della vita!”. Gianni chi? Gianni Giannini, un uomo dalla vita profumata. Se n’è andato domenica. Troppi addii quest’anno: mi ero detto che non avrei più scritto un saluto, ma per “Gianni!” non si può non fare eccezione. Se ne stava al lato della piazza, seduto nella “papamobile”, la camicia rosa che gli andava larga, i polsini ripiegati all’interno, agitava la mano, l’indice esile indicava sempre qualcosa di nuovo. Era stato un cacciatore di bellezza e quando non la trovava, la creava lui. Aveva fatto di Pennabilli una capitale estetica. Ex parrucchiere, conosceva l’arte sacra meglio di certi critici addobbati. C’è una foto, sulla strada del roccione, in cui sono in tre. Davanti c’è Tonino Guerra, che si volta, giacca sul braccio, come se gli toccasse sempre aspettare. Dietro viene Federico Fellini, arrancando, agganciato al gomito di Gianni che sta probabilmente dicendo: “Un attimo, stiamo arrivando”. Un attimo, ed è arrivato anche lui. Lo stavano chiamando troppo forte. Se è andato, vuol dire che c’è bellezza anche oltre.