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Processo ai Cairo 7

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La prima cosa bella di lunedì 8 febbraio 2021 è Il processo ai Chicago 7, che è un bel film, l’affermazione di una verità storica e un suggerimento per non aspettare troppo a raccontarla. La pellicola narra dei sette attivisti che durante la convention democratica organizzarono una protesta contro il Vietnam, innescando, con il contributo volonteroso della polizia, una sommossa sanguinosa. Ma soprattutto racconta il processo, con la sentenza già scritta, le prove non ammesse, il giudice che si fa beffe della procedura e avanza a senso unico, l’accusa che vuole compiacere l’amministrazione dominante, il potere che riscrive la realtà e schiaccia gli individui. Ti prende lo stomaco, ti fa chiedere: possibile? Che una democrazia abbia reagito non allora, ma ora? Che il sopruso sia soltanto materia buona per un film di lì a quarant’anni? Ma soprattutto, dovremo vedere nel 2060 un film su Zaki? Oggi inizia il seco…
La prima cosa bella di lunedì 8 febbraio 2021 è Il processo ai Chicago 7, che è un bel film, l’affermazione di una verità storica e un suggerimento per non aspettare troppo a raccontarla. La pellicola narra dei sette attivisti che durante la convention democratica organizzarono una protesta contro il Vietnam, innescando, con il contributo volonteroso della polizia, una sommossa sanguinosa. Ma soprattutto racconta il processo, con la sentenza già scritta, le prove non ammesse, il giudice che si fa beffe della procedura e avanza a senso unico, l’accusa che vuole compiacere l’amministrazione dominante, il potere che riscrive la realtà e schiaccia gli individui. Ti prende lo stomaco, ti fa chiedere: possibile? Che una democrazia abbia reagito non allora, ma ora? Che il sopruso sia soltanto materia buona per un film di lì a quarant’anni? Ma soprattutto, dovremo vedere nel 2060 un film su Zaki? Oggi inizia il secondo anno di carcerazione ingiustificata. Dobbiamo davvero rassegnarci a subire questa distorsione della verità, sbattuta in faccia a scadenze prefissate? Questa presa in giro del mondo da parte dello stesso potere che ha permesso e coperto l’assassinio di Giulio Regeni? Giulio, Patrick, ne occorrono altri 5? Ci sono già, hanno nomi egiziani e nessuno fa niente per loro. Occorre un film, occorre più che un film. E occorre adesso.