La prima cosa bella di martedì 9 febbraio 2021 è il lungo giro della storia che ci riporta in una sala di Chicago, una sera d’estate del 1952. A un tavolo stanno seduti professori di sociologia, economia e scienze politiche. Ascoltano un italiano: Adriano Olivetti. Uno arriva in ritardo e, sedendosi, sussurra: “Che cosa ha detto?”. Risposta: “Ha spazzato via i partiti politici”. La sintesi, leggibile nella grafhic novel Un secolo troppo presto: “I partiti sono un male non necessario, sono organismi vecchi, che selezionano un personale politico inadeguato: un governo espresso da un parlamento così povero di conoscenze specifiche non precede le situazioni, ma ne è trascinato. Bisogna bilanciare criterio politico e funzionale: se prevale il primo si crea inefficienza, se prevale il secondo si crea un indirizzo generale non condiviso”. E altrove: “I governi non sono omogenei, la loro eterogeneità varia a og…
La prima cosa bella di martedì 9 febbraio 2021 è il lungo giro della storia che ci riporta in una sala di Chicago, una sera d’estate del 1952. A un tavolo stanno seduti professori di sociologia, economia e scienze politiche. Ascoltano un italiano: Adriano Olivetti. Uno arriva in ritardo e, sedendosi, sussurra: “Che cosa ha detto?”. Risposta: “Ha spazzato via i partiti politici”. La sintesi, leggibile nella grafhic novel Un secolo troppo presto: “I partiti sono un male non necessario, sono organismi vecchi, che selezionano un personale politico inadeguato: un governo espresso da un parlamento così povero di conoscenze specifiche non precede le situazioni, ma ne è trascinato. Bisogna bilanciare criterio politico e funzionale: se prevale il primo si crea inefficienza, se prevale il secondo si crea un indirizzo generale non condiviso”. E altrove: “I governi non sono omogenei, la loro eterogeneità varia a ogni crisi. L’instabilità dei governi e la loro disorganicità impediscono la preparazione di programmi vasti e coerenti; la situazione è peggiorata dal carattere provvisorio delle coalizioni di partito”. Sono parole che risuonano al presente. Non era un secolo troppo presto. Solo 69 anni. E allora, come lo desidera: tecnico, politico o leggermente olivettiano?