La prima cosa bella di martedì 23 febbraio 2021 è Richard Gere in un film trascurato, L'incredibile vita di Norman. E' ancora visibile su Sky. E, davvero, non perdetelo prima che sia tardi. Per due motivi.
Il primo: Gere è straordinario, come mai prima. Ha abdicato ai ruoli da bell'uomo. Qui ha le orecchie a sventola, gli occhiali, i capelli attaccati alla fronte, veste sempre uguale, e male. Impersona un faccendiere ebreo a New York, sfuggente più che misterioso. Uno che vive e lavora per strada, ha un cellulare per ufficio, si attacca alle persone e le collega. E' viscido e disperato. Oscilla tra generosità e tornaconto. Tesse una rete che diventa la sua trappola.
Il secondo motivo è più importante: Norman affronta un dilemma morale, che lo coglie di sorpresa, nel mezzo di un'esistenza superficiale. La sua parabola dimostra che l'etica non si può affermare senza un sacrificio, che in quello si trova il…
Il primo: Gere è straordinario, come mai prima. Ha abdicato ai ruoli da bell'uomo. Qui ha le orecchie a sventola, gli occhiali, i capelli attaccati alla fronte, veste sempre uguale, e male. Impersona un faccendiere ebreo a New York, sfuggente più che misterioso. Uno che vive e lavora per strada, ha un cellulare per ufficio, si attacca alle persone e le collega. E' viscido e disperato. Oscilla tra generosità e tornaconto. Tesse una rete che diventa la sua trappola.
Il secondo motivo è più importante: Norman affronta un dilemma morale, che lo coglie di sorpresa, nel mezzo di un'esistenza superficiale. La sua parabola dimostra che l'etica non si può affermare senza un sacrificio, che in quello si trova il…
La prima cosa bella di martedì 23 febbraio 2021 è Richard Gere in un film trascurato, L'incredibile vita di Norman. E' ancora visibile su Sky. E, davvero, non perdetelo prima che sia tardi. Per due motivi.
Il primo: Gere è straordinario, come mai prima. Ha abdicato ai ruoli da bell'uomo. Qui ha le orecchie a sventola, gli occhiali, i capelli attaccati alla fronte, veste sempre uguale, e male. Impersona un faccendiere ebreo a New York, sfuggente più che misterioso. Uno che vive e lavora per strada, ha un cellulare per ufficio, si attacca alle persone e le collega. E' viscido e disperato. Oscilla tra generosità e tornaconto. Tesse una rete che diventa la sua trappola.
Il secondo motivo è più importante: Norman affronta un dilemma morale, che lo coglie di sorpresa, nel mezzo di un'esistenza superficiale. La sua parabola dimostra che l'etica non si può affermare senza un sacrificio, che in quello si trova il riscatto. Attraversiamo la guerra per conquistare la pace. Cerchiamo il senso della nostra vita e, mai, della nostra morte. Per questo fatichiamo a comprendere un'estrema bellezza: l'enigmatica serenità dei martiri.
Il primo: Gere è straordinario, come mai prima. Ha abdicato ai ruoli da bell'uomo. Qui ha le orecchie a sventola, gli occhiali, i capelli attaccati alla fronte, veste sempre uguale, e male. Impersona un faccendiere ebreo a New York, sfuggente più che misterioso. Uno che vive e lavora per strada, ha un cellulare per ufficio, si attacca alle persone e le collega. E' viscido e disperato. Oscilla tra generosità e tornaconto. Tesse una rete che diventa la sua trappola.
Il secondo motivo è più importante: Norman affronta un dilemma morale, che lo coglie di sorpresa, nel mezzo di un'esistenza superficiale. La sua parabola dimostra che l'etica non si può affermare senza un sacrificio, che in quello si trova il riscatto. Attraversiamo la guerra per conquistare la pace. Cerchiamo il senso della nostra vita e, mai, della nostra morte. Per questo fatichiamo a comprendere un'estrema bellezza: l'enigmatica serenità dei martiri.