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Wilder non perdona

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La prima cosa bella di martedì 2 marzo 2021 è una battuta di Billy Wilder, che non si trova in uno dei suoi film. È la battuta con cui chiudere i conti con il nazifascismo. L'unica possibile. Ci ho ripensato mentre leggevo dei due ergastolani, responsabili di stragi, morti domenica senza aver fatto un sol giorno di prigione.

La battuta è in un romanzo di Jonathan Coe da poco pubblicato: Io e Mr Wilder, un testo strano, che parte in sordina ma avanza in crescendo e si conclude alla perfezione. A tre quarti della storia si rievoca il periodo in cui Wilder, austriaco di nascita, divenuto un ufficiale americano, si trova in Germania dopo la fine della guerra, con il compito di riorganizzare una cinematografia europea "civile". Tutti quelli che incontra negano di essere stati nazisti.

Poi intervista un vecchio collega, perfino amico, Werner Krauss, che aveva fatto soldi intrepretando la parte di malvagi ebrei in film di propaganda negli anni Tren…
La prima cosa bella di martedì 2 marzo 2021 è una battuta di Billy Wilder, che non si trova in uno dei suoi film. È la battuta con cui chiudere i conti con il nazifascismo. L'unica possibile. Ci ho ripensato mentre leggevo dei due ergastolani, responsabili di stragi, morti domenica senza aver fatto un sol giorno di prigione.

La battuta è in un romanzo di Jonathan Coe da poco pubblicato: Io e Mr Wilder, un testo strano, che parte in sordina ma avanza in crescendo e si conclude alla perfezione. A tre quarti della storia si rievoca il periodo in cui Wilder, austriaco di nascita, divenuto un ufficiale americano, si trova in Germania dopo la fine della guerra, con il compito di riorganizzare una cinematografia europea "civile". Tutti quelli che incontra negano di essere stati nazisti.

Poi intervista un vecchio collega, perfino amico, Werner Krauss, che aveva fatto soldi intrepretando la parte di malvagi ebrei in film di propaganda negli anni Trenta. Krauss gli dice che a quel tempo, all'inizio, Hitler aveva anche "buone idee", "capiva il popolo, le sue preoccupazioni". Wilder annuisce, guarda la documentazione di Krauss, che sta chiedendo di portare a teatro una Passione interpretando il ruolo di Gesù. Gli dice: non vedo ostacoli. L'altro fa per ringraziare, sollevato. Wilder aggiunge: "A una condizione, però. Quando si arriva alla scena della crocifissione, voglio che si usino chiodi veri".