La prima cosa bella di mercoledì 24 marzo 2021 è il paradosso di Böckenförde, a cui dovremmo rifarci per affrontare i dilemmi che stanno affiorando nella gestione della pandemia. L'ho ritrovato leggendo un curioso, piccolo saggio di Giovanni Grandi, Scusi per la pianta (Utet). Secondo il filosofo tedesco. "Lo stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non è in grado di garantire. Questo è il grande rischio che si è assunto per amore della libertà".
Infatti in una situazione di pericolo per la salute collettiva lo stato adotta le vaccinazioni, le consiglia, ma non le impone, lasciando che la libera scelta di alcuni ponga limiti di tempo e di efficacia al raggiungimento dello scopo, l'immunità. Lo stesso stato cerca di dare un ordine alla procedura, preparando liste guidate da criteri, ma poi delega ad altri enti (le regioni) la scansione e perfino l'eventuale aggiornamento, creando disparit&agra…
Infatti in una situazione di pericolo per la salute collettiva lo stato adotta le vaccinazioni, le consiglia, ma non le impone, lasciando che la libera scelta di alcuni ponga limiti di tempo e di efficacia al raggiungimento dello scopo, l'immunità. Lo stesso stato cerca di dare un ordine alla procedura, preparando liste guidate da criteri, ma poi delega ad altri enti (le regioni) la scansione e perfino l'eventuale aggiornamento, creando disparit&agra…
La prima cosa bella di mercoledì 24 marzo 2021 è il paradosso di Böckenförde, a cui dovremmo rifarci per affrontare i dilemmi che stanno affiorando nella gestione della pandemia. L'ho ritrovato leggendo un curioso, piccolo saggio di Giovanni Grandi, Scusi per la pianta (Utet). Secondo il filosofo tedesco. "Lo stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non è in grado di garantire. Questo è il grande rischio che si è assunto per amore della libertà".
Infatti in una situazione di pericolo per la salute collettiva lo stato adotta le vaccinazioni, le consiglia, ma non le impone, lasciando che la libera scelta di alcuni ponga limiti di tempo e di efficacia al raggiungimento dello scopo, l'immunità. Lo stesso stato cerca di dare un ordine alla procedura, preparando liste guidate da criteri, ma poi delega ad altri enti (le regioni) la scansione e perfino l'eventuale aggiornamento, creando disparità e aprendo la porta a eccezioni immotivate e non stabilendo sanzioni per chi non rispetti l'ordine (e magari anche per chi ne invochi uno più congeniale ai suoi interessi).
È evidente che l'immunità arriverà prima dove lo stato, anziché affidarsi all'intelligenza e al rispetto dei singoli, impone anche le condotte. E tuttavia, potendo scegliere, preferiamo la condizione che non ci garantisce e lo facciamo per lo stesso motivo indicato da Böckenförde: amore per la libertà, anche quella di chi contrastiamo. È un rischio. Ce ne sono perfino di più grandi.
Infatti in una situazione di pericolo per la salute collettiva lo stato adotta le vaccinazioni, le consiglia, ma non le impone, lasciando che la libera scelta di alcuni ponga limiti di tempo e di efficacia al raggiungimento dello scopo, l'immunità. Lo stesso stato cerca di dare un ordine alla procedura, preparando liste guidate da criteri, ma poi delega ad altri enti (le regioni) la scansione e perfino l'eventuale aggiornamento, creando disparità e aprendo la porta a eccezioni immotivate e non stabilendo sanzioni per chi non rispetti l'ordine (e magari anche per chi ne invochi uno più congeniale ai suoi interessi).
È evidente che l'immunità arriverà prima dove lo stato, anziché affidarsi all'intelligenza e al rispetto dei singoli, impone anche le condotte. E tuttavia, potendo scegliere, preferiamo la condizione che non ci garantisce e lo facciamo per lo stesso motivo indicato da Böckenförde: amore per la libertà, anche quella di chi contrastiamo. È un rischio. Ce ne sono perfino di più grandi.