La prima cosa bella di giovedì 25 marzo 2021 è l'inesorabile adattamento della specie al cambiamento, ovvero come ci stiamo abituando a convivere con la pandemia.
Guardiamo le fotografie di giornata, su quotidiani e siti: il presidente americano, la leader europea, l'allenatore dimissionario, ora hanno la mascherina, resta in archivio il volto scoperto. Nei film della sera ci sorprende il disagio alla vista dei pranzi affollati, un riflesso condizionato ci fa ritrarre all'abbraccio degli attori e che cos'è mai quello: un amplesso tra sconosciuti? Usciamo prendendo dal tavolino all'ingresso, con gesto automatico, le chiavi di casa, il cellulare, l'autocertificazione e il disinfettante.
Non ci siamo arresi, ci stiamo solo adeguando. Alcuni ancor si dolgono: "La scimmia nel bagno, quella sì era vita". Mettono gli orologi su un'altra ora, vestono fuori stagione, dicono "Unione Sovietica", "lira",…
Guardiamo le fotografie di giornata, su quotidiani e siti: il presidente americano, la leader europea, l'allenatore dimissionario, ora hanno la mascherina, resta in archivio il volto scoperto. Nei film della sera ci sorprende il disagio alla vista dei pranzi affollati, un riflesso condizionato ci fa ritrarre all'abbraccio degli attori e che cos'è mai quello: un amplesso tra sconosciuti? Usciamo prendendo dal tavolino all'ingresso, con gesto automatico, le chiavi di casa, il cellulare, l'autocertificazione e il disinfettante.
Non ci siamo arresi, ci stiamo solo adeguando. Alcuni ancor si dolgono: "La scimmia nel bagno, quella sì era vita". Mettono gli orologi su un'altra ora, vestono fuori stagione, dicono "Unione Sovietica", "lira",…
La prima cosa bella di giovedì 25 marzo 2021 è l'inesorabile adattamento della specie al cambiamento, ovvero come ci stiamo abituando a convivere con la pandemia.
Guardiamo le fotografie di giornata, su quotidiani e siti: il presidente americano, la leader europea, l'allenatore dimissionario, ora hanno la mascherina, resta in archivio il volto scoperto. Nei film della sera ci sorprende il disagio alla vista dei pranzi affollati, un riflesso condizionato ci fa ritrarre all'abbraccio degli attori e che cos'è mai quello: un amplesso tra sconosciuti? Usciamo prendendo dal tavolino all'ingresso, con gesto automatico, le chiavi di casa, il cellulare, l'autocertificazione e il disinfettante.
Non ci siamo arresi, ci stiamo solo adeguando. Alcuni ancor si dolgono: "La scimmia nel bagno, quella sì era vita". Mettono gli orologi su un'altra ora, vestono fuori stagione, dicono "Unione Sovietica", "lira", "carnaio" e "ultimo spettacolo". Come possono preferire un giovedì all'infinito? Entrare nell'orbita del cosmo, in sintonia con qualunque destino. La realtà è soltanto una delle possibilità. È quando sei andato lontano, quando nei sogni cominci a parlare un'altra lingua che sei finalmente pronto, senz'armi né bagagli, per ritornare a casa.
Guardiamo le fotografie di giornata, su quotidiani e siti: il presidente americano, la leader europea, l'allenatore dimissionario, ora hanno la mascherina, resta in archivio il volto scoperto. Nei film della sera ci sorprende il disagio alla vista dei pranzi affollati, un riflesso condizionato ci fa ritrarre all'abbraccio degli attori e che cos'è mai quello: un amplesso tra sconosciuti? Usciamo prendendo dal tavolino all'ingresso, con gesto automatico, le chiavi di casa, il cellulare, l'autocertificazione e il disinfettante.
Non ci siamo arresi, ci stiamo solo adeguando. Alcuni ancor si dolgono: "La scimmia nel bagno, quella sì era vita". Mettono gli orologi su un'altra ora, vestono fuori stagione, dicono "Unione Sovietica", "lira", "carnaio" e "ultimo spettacolo". Come possono preferire un giovedì all'infinito? Entrare nell'orbita del cosmo, in sintonia con qualunque destino. La realtà è soltanto una delle possibilità. È quando sei andato lontano, quando nei sogni cominci a parlare un'altra lingua che sei finalmente pronto, senz'armi né bagagli, per ritornare a casa.