La prima cosa bella di martedì 30 marzo 2021 è Heisenberg, non il fisico, la seconda identità scelta in suo onore dal protagonista di Breaking Bad. Chi non ne vorrebbe una? Chi non ne ha più d'una?
Chi ha visto la serie lo sa: il professore malato decide di far soldi per il futuro della famiglia trasformandosi in produttore di droga. Rasata la testa dopo la chemio, si fa crescere un pizzetto, indossa occhiali scuri e un cappello nero.
Quell'immagine è diventata simbolica: ci hanno fatto magliette, toppe, poster, portachiavi, di tutto. Il fascino è evidente: rappresenta il cambiamento, le possibilità che abbiamo dentro e che andrebbe accolta, senza averne paura. Il punto non è diventare cattivo, ma diventare qualcos'altro, qualcosa che si è già, un altro sé assopito, che solo l'emergenza stana, ma che dovrebbe essere sempre disponibile, come una riserva, un piano b, un gemello diverso.
Qualc…
Chi ha visto la serie lo sa: il professore malato decide di far soldi per il futuro della famiglia trasformandosi in produttore di droga. Rasata la testa dopo la chemio, si fa crescere un pizzetto, indossa occhiali scuri e un cappello nero.
Quell'immagine è diventata simbolica: ci hanno fatto magliette, toppe, poster, portachiavi, di tutto. Il fascino è evidente: rappresenta il cambiamento, le possibilità che abbiamo dentro e che andrebbe accolta, senza averne paura. Il punto non è diventare cattivo, ma diventare qualcos'altro, qualcosa che si è già, un altro sé assopito, che solo l'emergenza stana, ma che dovrebbe essere sempre disponibile, come una riserva, un piano b, un gemello diverso.
Qualc…
La prima cosa bella di martedì 30 marzo 2021 è Heisenberg, non il fisico, la seconda identità scelta in suo onore dal protagonista di Breaking Bad. Chi non ne vorrebbe una? Chi non ne ha più d'una?
Chi ha visto la serie lo sa: il professore malato decide di far soldi per il futuro della famiglia trasformandosi in produttore di droga. Rasata la testa dopo la chemio, si fa crescere un pizzetto, indossa occhiali scuri e un cappello nero.
Quell'immagine è diventata simbolica: ci hanno fatto magliette, toppe, poster, portachiavi, di tutto. Il fascino è evidente: rappresenta il cambiamento, le possibilità che abbiamo dentro e che andrebbe accolta, senza averne paura. Il punto non è diventare cattivo, ma diventare qualcos'altro, qualcosa che si è già, un altro sé assopito, che solo l'emergenza stana, ma che dovrebbe essere sempre disponibile, come una riserva, un piano b, un gemello diverso.
Qualcuno l'aveva già detto, un poeta che non a caso il professore/trafficante si mette a leggere, in poltrona, solo con i suoi molti sé, Walt Whitman: "Contengo moltitudini. Io sono dei giovani e dei vecchi, degli stolti e dei saggi, incurante degli altri, riguardoso di tutti, materno quanto paterno e bambino quanto adulto, imbottito di volgarità, ripieno di delicatezza, uno della Nazione di molte nazioni". È il Canto di me stesso, il canto di Heisenberg, il canto di tutti.
Chi ha visto la serie lo sa: il professore malato decide di far soldi per il futuro della famiglia trasformandosi in produttore di droga. Rasata la testa dopo la chemio, si fa crescere un pizzetto, indossa occhiali scuri e un cappello nero.
Quell'immagine è diventata simbolica: ci hanno fatto magliette, toppe, poster, portachiavi, di tutto. Il fascino è evidente: rappresenta il cambiamento, le possibilità che abbiamo dentro e che andrebbe accolta, senza averne paura. Il punto non è diventare cattivo, ma diventare qualcos'altro, qualcosa che si è già, un altro sé assopito, che solo l'emergenza stana, ma che dovrebbe essere sempre disponibile, come una riserva, un piano b, un gemello diverso.
Qualcuno l'aveva già detto, un poeta che non a caso il professore/trafficante si mette a leggere, in poltrona, solo con i suoi molti sé, Walt Whitman: "Contengo moltitudini. Io sono dei giovani e dei vecchi, degli stolti e dei saggi, incurante degli altri, riguardoso di tutti, materno quanto paterno e bambino quanto adulto, imbottito di volgarità, ripieno di delicatezza, uno della Nazione di molte nazioni". È il Canto di me stesso, il canto di Heisenberg, il canto di tutti.