La prima cosa bella di lunedì 19 aprile 2021 è la durata dell’iniezione del vaccino contro il covid: due secondi. Praticamente un sussulto, una variazione appena percettibile sul tema della sinfonia in sottofondo. Il confine tra la vita e la morte è tutto lì: un tempo risicato, un gesto minimo e sei ammesso al girone dei salvati. Con le stesse modalità una spia russa viene inviata a quello dei dannati. Due secondi, dopo un anno di ricerche. Milioni di morti, poi questa sala con poche decine di anime distanziate che aspettano il loro numero sul tabellone, consegnano un biglietto a un ectoplasma dietro uno sportello e viaggiano di nuovo verso la luce. E quella musica, come in un film di Fellini, ci vorrebbe Nino Rota. Ci vorrebbe Tonino Guerra per sceneggiare le banalità che ci diciamo, tra vaccinandi e infermieri, quel poco che conta di noi sapere: un indirizzo, un pregresso, se abbiamo mai scherzato con la morte; con la vita, va da s&eac…
La prima cosa bella di lunedì 19 aprile 2021 è la durata dell’iniezione del vaccino contro il covid: due secondi. Praticamente un sussulto, una variazione appena percettibile sul tema della sinfonia in sottofondo. Il confine tra la vita e la morte è tutto lì: un tempo risicato, un gesto minimo e sei ammesso al girone dei salvati. Con le stesse modalità una spia russa viene inviata a quello dei dannati. Due secondi, dopo un anno di ricerche. Milioni di morti, poi questa sala con poche decine di anime distanziate che aspettano il loro numero sul tabellone, consegnano un biglietto a un ectoplasma dietro uno sportello e viaggiano di nuovo verso la luce. E quella musica, come in un film di Fellini, ci vorrebbe Nino Rota. Ci vorrebbe Tonino Guerra per sceneggiare le banalità che ci diciamo, tra vaccinandi e infermieri, quel poco che conta di noi sapere: un indirizzo, un pregresso, se abbiamo mai scherzato con la morte; con la vita, va da sé. Non si pensa granché in due secondi. E’ già domani, si è già lontani, su un’isola greca, o a guardare un gol di Malinovsky. Oppure: nel primo pensi a quelli che se ne sono andati prima che questo fosse possibile. E nel secondo dici: grazie. Poi ti alzi e vai avanti.