La prima cosa bella di lunedì 26 aprile 2021 è la canzone di questa stagione, che vale un disco per l’estate. È di Vasco Brondi: Ci abbracciamo. Ma, come spesso accadeva per Lucio Battisti, il titolo è un altro. È uscita alla fine della scorsa settimana. L’ho ascoltata inizialmente perplesso. Il titolo e quel ritornello mi facevano pensare a una furbata sul bisogno di contatto.
Poi, fuori da ogni consequenzialità, parte un riff spettacolare e ti porta via. Davvero un “richiamo per gli esseri umani”. Su una percussione semplice, quasi un coro da stadio, uno slogan ritmato: “Amate e fate quello che volete”.
Gli uomini duri, quelli feriti e curati da un miracolo d’amore ballano da soli e solo quando qualcosa suona la musica che hanno dentro. “A-mate fa-te quelloche-vole-te”. Su una spiaggia lontana, in una notte impossibile, senza un fuoco, nel buio elettrico delle telecamere…
Poi, fuori da ogni consequenzialità, parte un riff spettacolare e ti porta via. Davvero un “richiamo per gli esseri umani”. Su una percussione semplice, quasi un coro da stadio, uno slogan ritmato: “Amate e fate quello che volete”.
Gli uomini duri, quelli feriti e curati da un miracolo d’amore ballano da soli e solo quando qualcosa suona la musica che hanno dentro. “A-mate fa-te quelloche-vole-te”. Su una spiaggia lontana, in una notte impossibile, senza un fuoco, nel buio elettrico delle telecamere…
La prima cosa bella di lunedì 26 aprile 2021 è la canzone di questa stagione, che vale un disco per l’estate. È di Vasco Brondi: Ci abbracciamo. Ma, come spesso accadeva per Lucio Battisti, il titolo è un altro. È uscita alla fine della scorsa settimana. L’ho ascoltata inizialmente perplesso. Il titolo e quel ritornello mi facevano pensare a una furbata sul bisogno di contatto.
Poi, fuori da ogni consequenzialità, parte un riff spettacolare e ti porta via. Davvero un “richiamo per gli esseri umani”. Su una percussione semplice, quasi un coro da stadio, uno slogan ritmato: “Amate e fate quello che volete”.
Gli uomini duri, quelli feriti e curati da un miracolo d’amore ballano da soli e solo quando qualcosa suona la musica che hanno dentro. “A-mate fa-te quelloche-vole-te”. Su una spiaggia lontana, in una notte impossibile, senza un fuoco, nel buio elettrico delle telecamere di sorveglianza, un branco di lupi balla alla luna.
Distinguo: The Young Pope e Emily Ratajkowsky, John Wick e il suo cane, Cate Blanchett e Bob Dylan, Leon e la piantina, i comunisti da Marte, Federer e l’ologramma di Jacqueline Bouvier. Su le mani. Ve lo chiede Sant’Agostino:
Amate e fate quello che volete
Amate e fate quello che volete
Amate e fate quello che volete
Non aspettate
Poi, fuori da ogni consequenzialità, parte un riff spettacolare e ti porta via. Davvero un “richiamo per gli esseri umani”. Su una percussione semplice, quasi un coro da stadio, uno slogan ritmato: “Amate e fate quello che volete”.
Gli uomini duri, quelli feriti e curati da un miracolo d’amore ballano da soli e solo quando qualcosa suona la musica che hanno dentro. “A-mate fa-te quelloche-vole-te”. Su una spiaggia lontana, in una notte impossibile, senza un fuoco, nel buio elettrico delle telecamere di sorveglianza, un branco di lupi balla alla luna.
Distinguo: The Young Pope e Emily Ratajkowsky, John Wick e il suo cane, Cate Blanchett e Bob Dylan, Leon e la piantina, i comunisti da Marte, Federer e l’ologramma di Jacqueline Bouvier. Su le mani. Ve lo chiede Sant’Agostino:
Amate e fate quello che volete
Amate e fate quello che volete
Amate e fate quello che volete
Non aspettate