La prima cosa bella di mercoledì 5 maggio 2021 sono i nomadi col buco: ei furono siccome mobili. Se hai visto Nomadland forse hai capito che cosa rende le persone così. Non è libera scelta. Non è che son diventati poveri. Non è che sono indipendenti e gli piace viaggiare senza avere un armadio quattro stagioni o la libreria otto scaffali. È successo loro un evento che li ha cambiati. Hanno perso qualcuno e qualcosa. Un figlio, un compagno, la salute, il lavoro. Si è spezzato il patto che avevano con la vita, l’idea che fosse una traiettoria di cui potevano vedere la prospettiva. Neppure il karma li seduce più: si sono comportati sempre meglio che hanno potuto, hanno amato, rispettato, eseguito, eppure. È il buco dentro a renderli nomadi. Non è che non vogliano casa, l’avevano, ma casa è dove puoi ricordare senza soffrire, dove una maniglia rotta è una risata condivisa e se c’&egr…
La prima cosa bella di mercoledì 5 maggio 2021 sono i nomadi col buco: ei furono siccome mobili. Se hai visto Nomadland forse hai capito che cosa rende le persone così. Non è libera scelta. Non è che son diventati poveri. Non è che sono indipendenti e gli piace viaggiare senza avere un armadio quattro stagioni o la libreria otto scaffali. È successo loro un evento che li ha cambiati. Hanno perso qualcuno e qualcosa. Un figlio, un compagno, la salute, il lavoro. Si è spezzato il patto che avevano con la vita, l’idea che fosse una traiettoria di cui potevano vedere la prospettiva. Neppure il karma li seduce più: si sono comportati sempre meglio che hanno potuto, hanno amato, rispettato, eseguito, eppure. È il buco dentro a renderli nomadi. Non è che non vogliano casa, l’avevano, ma casa è dove puoi ricordare senza soffrire, dove una maniglia rotta è una risata condivisa e se c’è un quadrato bianco alla parete manca una fotografia, non chi c’era ritratto. Vanno via perché un posto vale l’altro. Danno via le cose perché nessuna vale più. Quando arrivano gli elenchi delle sciagure ci interessiamo dei morti, ma loro non hanno più bisogno di noi, dobbiamo solo portarli dentro e ravvivare la cenere. Sono i feriti a restare davvero soli. Ad andarsene per farsi dimenticare e svegliarsi almeno una volta credendo non sia accaduto niente, prima di accorgersi di dove non sono. Sono loro la bellezza sfregiata, che dura.