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Il tumulto dei chomsky

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La prima cosa bella di giovedì 6 maggio 2021 è il pensiero di Noam Chomsky. Ma sarà opportuno servirlo a colazione, pranzo e cena? Come amuse bouche sulle labbra dei chiunque? Chomsky è un pezzo da 90, va anzi per i 92 e forse per questo si affretta a ribadire quel che ha da dire. Si può condividere in tutto o in parte (difficile non farlo per niente) quel che afferma. A me basterebbe questa osservazione: "Degli Stati ostili veneriamo e ammiriamo i dissidenti coraggiosi che si oppongono al sistema. Ma siamo disposti a usare il termine dissidenti solo per gli oppositori di quei Paesi, di cui disprezziamo gli esecrabili uomini di governo e gli apparati al servizio del potere. In patria, invece, questi valori si ribaltano: consideriamo intellettuale rispettabile solo il tecnocrate che aderisce alla linea politica prevalente". Il punto è che da qualche tempo Noam Chomsky è ovunque. Con cadenza settimanale esce un libro/intervista …
La prima cosa bella di giovedì 6 maggio 2021 è il pensiero di Noam Chomsky. Ma sarà opportuno servirlo a colazione, pranzo e cena? Come amuse bouche sulle labbra dei chiunque? Chomsky è un pezzo da 90, va anzi per i 92 e forse per questo si affretta a ribadire quel che ha da dire. Si può condividere in tutto o in parte (difficile non farlo per niente) quel che afferma. A me basterebbe questa osservazione: "Degli Stati ostili veneriamo e ammiriamo i dissidenti coraggiosi che si oppongono al sistema. Ma siamo disposti a usare il termine dissidenti solo per gli oppositori di quei Paesi, di cui disprezziamo gli esecrabili uomini di governo e gli apparati al servizio del potere. In patria, invece, questi valori si ribaltano: consideriamo intellettuale rispettabile solo il tecnocrate che aderisce alla linea politica prevalente". Il punto è che da qualche tempo Noam Chomsky è ovunque. Con cadenza settimanale esce un libro/intervista o un saggio che ne raccoglie i discorsi. Lo vedo dappertutto e comincia a farmi effetto. Qualche giorno fa mi è apparso in versione lisergica su You Tube nella serie S.O.S, dialoghi condotti da Julian Casablancas, il leader degli Strokes. Era un ectoplasma colorato che gli spiegava lotta o declino. Capisco l'alto/basso, Bauman secondo Fedez, ma poi l'algoritmo mi ha proposto "qualcos'altro che poteva interessarmi": Enrico Montesano legge "Le 10 leggi del potere di Noam Chomsky" su Canale Montesano e ogni tanto lo fa pure in romanesco. E' anche così che si realizza il cambiamento, direbbe Chomsky. Ma che, davero?