La prima cosa bella di mercoledì 26 maggio 2021 è il Furore di John Steinbeck nella versione teatrale di Massimo Popolizio e, perfino di più, la speranza, contenuta in una scena. Già è bello poter tornare ad assistere a uno spettacolo dal vivo, applaudendo il doppio per far sentire a chi è sul palco che la platea è piena.
Poi c’è questo testo che ha ripreso a viaggiare, come tutti noi, dopo un anno e mezzo. Furore è per me un mito adolescenziale, la porta aperta su tutto Steinbeck negli anni del ginnasio. Non colsi, allora, quel momento.
Quello in cui la voce narrante riferisce di qualcuno che, dovendo lasciare le terre inaridite e rivoltate per cercare fortuna a Ovest, non possedeva un veicolo. Racconta questa famiglia di 12 che caricò i propri averi su una roulotte e si mise in attesa sul lato della strada. Passò un’auto, con un guidatore, solo.
Ne caricò 5. Mise gl…
La prima cosa bella di mercoledì 26 maggio 2021 è il Furore di John Steinbeck nella versione teatrale di Massimo Popolizio e, perfino di più, la speranza, contenuta in una scena. Già è bello poter tornare ad assistere a uno spettacolo dal vivo, applaudendo il doppio per far sentire a chi è sul palco che la platea è piena.
Poi c’è questo testo che ha ripreso a viaggiare, come tutti noi, dopo un anno e mezzo. Furore è per me un mito adolescenziale, la porta aperta su tutto Steinbeck negli anni del ginnasio. Non colsi, allora, quel momento.
Quello in cui la voce narrante riferisce di qualcuno che, dovendo lasciare le terre inaridite e rivoltate per cercare fortuna a Ovest, non possedeva un veicolo. Racconta questa famiglia di 12 che caricò i propri averi su una roulotte e si mise in attesa sul lato della strada. Passò un’auto, con un guidatore, solo.
Ne caricò 5. Mise gli altri 7 sulla roulotte, l’agganciò e, più veloci di chiunque altro, arrivarono in California. Quanto coraggio ci voleva, domanda la voce, quanta assoluta fede nell’umanità? Ecco, quella cosa lì. In tutta la disperazione, l’avidità delle banche, l’egoismo dei garantiti, la pioggia, la polvere: saper coltivare ancora un seme di fede nell’umanità. Uno su mille che si ferma, carica, aggancia. Può bastare.