La prima cosa bella

(ansa)

Avanti, popoli

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La prima cosa bella di martedì 8 giugno 2021 è la fine delle egemonie. Cadono imperi e consuetudini. Si comincia nello sport e poi chissà dove si va a finire. Basta rileggere i dati. Come noto, la Juventus ha ceduto il titolo del calcio italiano dopo 9 anni. Altrettanto il Celtic in Scozia. Il Psg in Francia ne aveva vinti 7 in 8 anni e ha abdicato (in favore del Lille!). Interrotte le diarchie: Real-Barcellona in Spagna; Benfica-Porto in Portogallo (questa durava da 18 anni). Dopo 14 anni la Pro Recco non è campione di palllanuoto maschile. Ha vinto Brescia, che non ha il mare. Anche Milano nel basket maschile non si sente tanto bene. I Lakers sono già a casa. Succede tutto insieme, quindi significa qualcosa: uno smottamento, un varco tra gli universi paralleli, una grande occasione. Vedete voi, ma succede. E' la pandemia, o siamo noi. E' che se accade una cosa estrema, poi cose estreme accadono? La fine di un'egemonia va comunque festeggiata, è un tappo che salta, apre spazi, invita tutti a provarci. Il punto è che cosa viene dopo. Una virtuosa alternanza tra tutti quelli che si sono preparati al campo delle opportunità o una nuova dittatura, che dura 36 anni invece di 18? Bisogna giocarsela e, più di sempre, non dare l'esito per scontato.