La prima cosa bella

Il rondone e la bambina

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La prima cosa bella di mercoledì 16 giugno 2021 è la bambina che salva il rondoncino Jep, sopravvissuto a una caduta, al cinismo dei grandi, alle curve a gomito e al cibo per gatti. Sull’autobus che va da Ragusa centro a Ibla vedo questa bambina che tiene in grembo una scatola di cartone e guarda preoccupata all’interno.

C’è un uccelletto ferito. L’ha trovato sul marciapiede. Sembrava morto, ma si è mosso. Ha convinto il padre a raccoglierlo, riposizionargli zampe e ali. L’uomo scuote la testa: non ha speranza né per il volatile né per la figlia. Lei l’ha trascinato dal custode del palazzo, chiedendogli di andare a cercare il nido sul tetto. Il custode ha detto: lasciatemelo, ci penso io.

E ha strizzato l’occhio al padre, indicando i bidoni dell’immondizia. La bambina ha visto e capito. Ha portato via l’animale, si è fatta dare la scatola da un tabaccaio. Ha trascinato il padre dai carabinieri, che non hanno manco aperto. Si è fatta dare del cibo da una gattara. Provato e respinto emettendo un suono: Jep!. E’ diventato un nome. A quel punto anche il padre si è preso a cuore la vicenda. Una sua ex professoressa di liceo ha versato latte di mandorle in un cucchiaino. Jep l’ha bevuto. Poi sono saliti tutti sul bus.

Anche il marito di lei, ex pediatra, altro tipo di cuccioli. Al capolinea pare vivesse un ornitologo. Il padre ha scoperto su Google che stavano trasportando un piccolo rondone. In autobus. L’autista sfrecciava, il braccio tatuato disteso, lontano dal volante. Scendeva a rotta di collo, sospinto dall’urgenza. Si è unita una coppia di rallisti. Un cameriere scettico. Un motociclista azzoppato. Un corteo. L’ornitologo attendeva con una manciata di grilli secchi. Li ha dati a Jep. Lo ha rianimato. Camperà. L’angelo non era il custode. Era la bambina.