La prima cosa bella

Siamo tutti danesi

Siamo tutti danesi
(reuters)
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La prima cosa bella di venerdì 25 giugno 2021, vigilia della partita dell’Italia agli Europei, è scoprire che un po’ tutti, tre ore prima e forse anche in seguito, si tifa Danimarca.

È di nuovo il ’92. Come allora la nazionale danese avanza un po’ per caso, trascinata da un dramma. Oggi la “quasi morte” di Eriksen, al tempo la leucemia della figlia di Vilfort, che faceva la spola tra un campo in Germania e un ospedale in Danimarca e che ai tedeschi segnò in finale il gol decisivo.

Come nel ’92 la Danimarca avanza rotolando e se ce la farà avrà nuovamente davanti a sé l’Olanda e forse ancora la Germania. Ad attrarci non è tanto la passione per la tragedia o la ripetizione del caso, ma un’idea più affascinante: quella di un destino risarcitorio. Se soffrirai verrai ricompensato. Passa per il dolore e poi trionferai.

È molto più invitante del karma che ti chiede di fare il bene per avere il bene. Siccome la sofferenza in ogni vita è un passaggio inevitabile, la Danimarca assicura che, andando avanti, in qualunque modo, si verrà premiati con gli interessi.

Ci aspettiamo il gol di Kjaer al Galles per averne riprova. In fondo, abbiamo creduto in favole più improbabili.