La prima cosa bella di mercoledì 7 luglio 2021 è saper accettare la scelta di chi si sta giocando il finale di partita. Che si nasconda o si esponga. Stia in silenzio oppure urli. Affiancare, mai giudicare. Ci ripensavo mentre se ne va Raffaella Carrà, che ha vissuto un ultimo tempo al riparo da tutto e tutti, senza far sapere, comunicare, condividere. Ho avuto un amico che è andato a rintanarsi come un animale ferito, in un luogo lontano, e ci ha sorpreso con la notizia conclusiva. Altri invece gridano, combattono alla luce del sole, ne scrivono. E’ legittimo. Quel che è illegittimo è metterci bocca. Quale che sia il rapporto o il titolo. Nessuno che non si trovi in quella situazione può davvero capire. Ogni esperienza indiretta è soltanto una somma di film visti. Cosa faresti se al posto dell’altro non lo sai veramente. La sola scelta d’amore possibile è guardare, ascoltare, acconsentire, perfino farsi da parte o sparire. Chiesi alla Signora Carrà: “Contro che cosa si batte?”. Rispose: “Contro la fatica di vivere”.