La prima cosa bella di giovedì 15 luglio 2021 è il cruciverba, un feticcio dell’estate, un momento rivelatore: basta guardare quelli che lo compilano, in spiaggia o in treno. Quelli con la matita (si sa mai). Quelli che aggrottano le ciglia e prendono la definizione difficile come un’offesa personale. Quelli che barano con se stessi e googlano, ma di nascosto. Quelli che “ma anche la mia risposta era possibile” e scrivono a Bartezzaghi. Quelli che chiedono aiuto a casa, o al pubblico.
Quelli che cominciano in fondo a destra, dove ci sono parole di 2 o 3 lettere, poi avanzano in campo aperto, come se l’esistenza fosse una progressione del genere. Quelli che lo fanno in due, ma uno ne sa i quattro quinti e allora o le dice quasi tutte o si trattiene perché bisogna pur rimanere amici, parenti e soprattutto coniugi. Quelli che sbagliano ma non ne accorgono perché il secondo errore magicamente s’incastra col primo,…
La prima cosa bella di giovedì 15 luglio 2021 è il cruciverba, un feticcio dell’estate, un momento rivelatore: basta guardare quelli che lo compilano, in spiaggia o in treno. Quelli con la matita (si sa mai). Quelli che aggrottano le ciglia e prendono la definizione difficile come un’offesa personale. Quelli che barano con se stessi e googlano, ma di nascosto. Quelli che “ma anche la mia risposta era possibile” e scrivono a Bartezzaghi. Quelli che chiedono aiuto a casa, o al pubblico.
Quelli che cominciano in fondo a destra, dove ci sono parole di 2 o 3 lettere, poi avanzano in campo aperto, come se l’esistenza fosse una progressione del genere. Quelli che lo fanno in due, ma uno ne sa i quattro quinti e allora o le dice quasi tutte o si trattiene perché bisogna pur rimanere amici, parenti e soprattutto coniugi. Quelli che sbagliano ma non ne accorgono perché il secondo errore magicamente s’incastra col primo, o perché non capiscono di avere sbagliato, o perché poco oltre la metà mettono lettere a caso e passano alle barzellette.
Quelli che ancora inciampano su orizzontale e verticale e guardano l’orologio al polso per ricordarsi quale è cosa. Quelli che quando hanno finito alzano la testa come ad aspettarsi l’applauso. Quelli che sono convinti d’aver risolto un mistero e di poter affrontare con rinnovata fiducia questa vita enigmistica.