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Nuovo cinema danese

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La prima cosa bella di mercoledì 21 luglio 2021 è il cinema danese.

Provatelo. Andate oltre quello che già conoscete: i picchi di Lars von Trier e le cose migliori di Susanne Bier, Vinterberg quando fa gol e tutto, ma proprio tutto in cui reciti Mads Mikkelsen. Ah sì, pure quel piccolo capolavoro con una stanza, un telefono e una voce dentro che è The Guilty - Il colpevole.

Non stancatevi di esplorare. Fatevi una rassegna personale di tre sere, a casa, su Netflix.

La lista è questa: Old Boys, Kinamand (Muso giallo) e Move me. Parlano di uomini e donne messi di lato, abbandonati dai coniugi e dagli amici. Una donna borghese lasciata a 50 anni si trasferisce in periferia. Un idraulico mollato alla stessa età si sposa per formalità amministrative con una cinese che cerca la residenza. Un anziano bidello che gioca in porta si trova sulla strada sbagliata con un giovane ladro e una bella mamma delusa.

Che cos'hanno in comune q…

La prima cosa bella di mercoledì 21 luglio 2021 è il cinema danese.

Provatelo. Andate oltre quello che già conoscete: i picchi di Lars von Trier e le cose migliori di Susanne Bier, Vinterberg quando fa gol e tutto, ma proprio tutto in cui reciti Mads Mikkelsen. Ah sì, pure quel piccolo capolavoro con una stanza, un telefono e una voce dentro che è The Guilty - Il colpevole.

Non stancatevi di esplorare. Fatevi una rassegna personale di tre sere, a casa, su Netflix.

La lista è questa: Old Boys, Kinamand (Muso giallo) e Move me. Parlano di uomini e donne messi di lato, abbandonati dai coniugi e dagli amici. Una donna borghese lasciata a 50 anni si trasferisce in periferia. Un idraulico mollato alla stessa età si sposa per formalità amministrative con una cinese che cerca la residenza. Un anziano bidello che gioca in porta si trova sulla strada sbagliata con un giovane ladro e una bella mamma delusa.

Che cos'hanno in comune questi film? Uno sguardo attento, a vite che non stanno ai margini, ma a fondo pagina. Hanno gentilezza nel coglierle, non se ne ride, non se ne fa maschera o icona-de-che. Esplorano possibilità, casuali rivincite, dolori riposti.

In Old Boys il ladro convince un prete a celebrare il funerale al padre del portiere, morto da 45 anni, perché lui, da ragazzino non ce la fece a essere presente. E quel che il sacerdote dice alla zolla rivoltata, al ricordo insopportabile, è questo: "Nessuno vuol finire i suoi giorni dicendo: se potessi riavere la mia vita scalerei più montagne e nuoterei più fiumi e correrei più rischi. Avrei molti più problemi, ma meno problemi immaginari. Cogliere l’attimo e sfruttare ogni goccia di gioia e di amore. Questa è la vita".