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La vita segreta

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La prima cosa bella di lunedì 26 luglio 2021 è la vita segreta, quella di Gabriel García Márquez che la teorizzava e quella di tutte le persone comuni che la vivono e la portano con sé per sempre nell'oblìo.

Rodrigo García ha appena pubblicato Addio a Gabo e Mercedes, un ricordo dei suoi genitori, della loro riservatezza, delle tante cose che gli tennero non nascoste, ma separate, perché non tutto va condiviso. Rammenta che al funerale del padre ripensò a una sua frase famosa: "Ognuno ha tre vite: quella pubblica, quella privata e quella segreta".

E si chiese se fra i presenti ci fosse qualche rappresentante della terza. Probabilmente sì, ma discreto. Forse più d'uno, senza che si conoscessero tra di loro.

Come nella subitanea sera di Quasimodo, la frase di Márquez comincia con "Ognuno", perché vale per tutti. La vita segreta non è un peccato, è …

La prima cosa bella di lunedì 26 luglio 2021 è la vita segreta, quella di Gabriel García Márquez che la teorizzava e quella di tutte le persone comuni che la vivono e la portano con sé per sempre nell'oblìo.

Rodrigo García ha appena pubblicato Addio a Gabo e Mercedes, un ricordo dei suoi genitori, della loro riservatezza, delle tante cose che gli tennero non nascoste, ma separate, perché non tutto va condiviso. Rammenta che al funerale del padre ripensò a una sua frase famosa: "Ognuno ha tre vite: quella pubblica, quella privata e quella segreta".

E si chiese se fra i presenti ci fosse qualche rappresentante della terza. Probabilmente sì, ma discreto. Forse più d'uno, senza che si conoscessero tra di loro.

Come nella subitanea sera di Quasimodo, la frase di Márquez comincia con "Ognuno", perché vale per tutti. La vita segreta non è un peccato, è un gioiello dal valore puramente affettivo. Sta in una cassaforte di cui invecchiando dimentichiamo la combinazione.

Finché possiamo, ogni tanto la mettiamo sulle ginocchia e l'accarezziamo come un gatto. Non è che sia speciale, né particolarmente bella: è nostra. È un sorriso che sbuca senza motivo. Chi altro c'era neppure sa di averne fatto parte.

Era una parentesi nel discorso, una sosta imprevista, il battito fuori sincrono sul cuor della terra, trafitti da un raggio di solitudine. Dimenticarla è l’ultimo omaggio. Non ha contenuto. Non è. Non più. Eppure, com’era bella.