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Holiday-The end

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La prima cosa bella di mercoledì 1 settembre 2020, alla fine delle vacanze, è la fine della vacanza del professor Fisher in Holiday, il romanzo di Stanley Middleton che racconta la sua e nostra vita sospesa, quando è autentica la "pausa di riflessione". Un uomo solo e incongruo al mare, un professore in una località ordinaria, deve decidere se tornare con la moglie. Conta fino a un certo punto. La bellezza è che in quel tempo fra parentesi scopre gli estranei, si interessa agli altri come a treni in corsa sul binario di lato, improvvisamente chiedendosi dove vanno. Mangia gelati alla frutta, assaggia donne sposate e donne deluse, rigettando il sapore dell'avventura. Trova per caso il filo spezzato che tutti abbiamo in tasca: quello che ci unisce a padri che non abbiamo capito e che, dal canto loro, non hanno mai sospettato chi fossimo. La vita semplice: quella che passa nella clessidra tra un commento sul caldo e uno sul filetto di platessa. L'indecisione come un abito troppo largo, riempito di vento. L'amore, che vasto programma, altroché "morte ai cretini". La villeggiatura come un conto alla rovescia di giorni impossibili, fuori dal proprio spazio designato, un calendario a ritroso fino a quella risata "che aveva santificato lei e salvato, purificato lui, lo aveva reso più virile e giovane, incoronato, servo sulla strada sbagliata, signore di tutti". E' solo tornando che si designa una vacanza, ma quanto splendore ci può stare dentro.