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Il silenzio dei ragionevoli

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La prima cosa bella di giovedì 2 settembre 2021 è il silenzio dei ragionevoli. Guardateli bene, travolti da una discussione che non hanno sollevato, da argomenti che ascoltano tra imbarazzo e incredulità. Terrapiattisti, negazionisti, Meluzzi in sé. Tacciono, per educazione e con pazienza. Capita sempre più spesso, di vedere un complottista, un no brain, un assassino dei giorni di festa ergersi a professore di tutto, a difensore del senso e della libertà, la sua. Lo fa in luoghi pubblici e privati. Lì accanto c’è chi ancora ragiona, crede che qualcuno esperto della materia ne sappia più di lui, come lui sa più d’altri nel proprioo campo. A differenza del primo non alza la voce, non scrive con i punti esclamativi, non pretende. Non essendo pagato per sostenere la sua parte, lo fa gratis e per la gloria del cinema muto. Scuote la testa e spera che passi. I ragionevoli lasciano scorrere la furia degli assat…

La prima cosa bella di giovedì 2 settembre 2021 è il silenzio dei ragionevoli. Guardateli bene, travolti da una discussione che non hanno sollevato, da argomenti che ascoltano tra imbarazzo e incredulità. Terrapiattisti, negazionisti, Meluzzi in sé. Tacciono, per educazione e con pazienza. Capita sempre più spesso, di vedere un complottista, un no brain, un assassino dei giorni di festa ergersi a professore di tutto, a difensore del senso e della libertà, la sua. Lo fa in luoghi pubblici e privati. Lì accanto c’è chi ancora ragiona, crede che qualcuno esperto della materia ne sappia più di lui, come lui sa più d’altri nel proprioo campo. A differenza del primo non alza la voce, non scrive con i punti esclamativi, non pretende. Non essendo pagato per sostenere la sua parte, lo fa gratis e per la gloria del cinema muto. Scuote la testa e spera che passi. I ragionevoli lasciano scorrere la furia degli assatanati come acqua sui sassi: pensano che la pietra resterà. La loro quiete appartiene alla storia, al mondo, alla maniera di starci dentro che l’ha fatto progredire. Purtroppo si vive in una continua erosione, nella deriva degli incontinenti, nel surriscaldamento globale. Quel silenzio è ammirevole, come lo sono state nobili forme di resistenza passiva. Replicare non serve a niente. O sì?