✕

Stessa spiaggia, stesso mare

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

La prima cosa bella di mercoledì 8 settembre 2021 è lo strano caso di Christian Harald Peter Harling, il tedesco con più nomi che fantasia, che da 48 anni va in vacanza a Riccione, stesso hotel, stessa camera.

Il comune lo ha premiato per questa fedeltà. Cominciò involontariamente nel 1973 a due anni, ha proseguito crescendo e ora ci porta i suoi figli: due settimane d’estate e una fuori stagione. Sempre all’hotel Atlas. Stessa camera, stessa vista.

Ai gestori sono succeduti i figli e hanno ereditato anche questo ospite da Monaco. E’ molto di più, a pensarci. E’ filosofia incarnata, Kant redivivo: sulla passeggiata del critico della ragion pura regolavano gli orologi i cittadini di Konigsberg, sulla villeggiatura del turista non per caso si sintonizza la stagione in Riviera, la prima volta si apre, la seconda si chiude.

C’è una follia nel metodo: il sogno impossibile di un mondo affidabile perché …

La prima cosa bella di mercoledì 8 settembre 2021 è lo strano caso di Christian Harald Peter Harling, il tedesco con più nomi che fantasia, che da 48 anni va in vacanza a Riccione, stesso hotel, stessa camera.

Il comune lo ha premiato per questa fedeltà. Cominciò involontariamente nel 1973 a due anni, ha proseguito crescendo e ora ci porta i suoi figli: due settimane d’estate e una fuori stagione. Sempre all’hotel Atlas. Stessa camera, stessa vista.

Ai gestori sono succeduti i figli e hanno ereditato anche questo ospite da Monaco. E’ molto di più, a pensarci. E’ filosofia incarnata, Kant redivivo: sulla passeggiata del critico della ragion pura regolavano gli orologi i cittadini di Konigsberg, sulla villeggiatura del turista non per caso si sintonizza la stagione in Riviera, la prima volta si apre, la seconda si chiude.

C’è una follia nel metodo: il sogno impossibile di un mondo affidabile perché immutabile, lo stesso svolgimento della vita come modo per controllarla, per escludere l’imprevisto. Sollevi la tapparella et voilà: niente di nuovo sotto il sole. Ci vuole molta fede e molta fortuna. C’è chi è nato per l’avventura e chi l’ha scelta come rimedio per combattere ad armi impari con la volubilità del destino. Con la mia valigia pronta da un anno e mezzo, che attende l’ignoto e l’indesiderato, non incontrerò mai Christian Etc, ma gli mando una cartolina. So dove trovarlo.