La prima cosa bella di martedì 28 settembre 2021 è il Garibaldo, il garibaldino del romanzo scritto con amore e anarchia letterari da Maurizio Maggiani. È l'eterno sogno della rivoluzione. Lui l'ha intitolato L'eterna gioventù e in effetti molti hanno vissuto la gioventù per la rivoluzione e la maturità per fare altro: per lo più soldi, o spettacolo (talora l'uno per gli altri).
Alla nostra generazione è stato concesso, almeno queste latitudini, il privilegio di vivere (speriamo fino alla fine) in pace. Il prezzo pagato è stato quello di condividere una storia in apparenza minore. Della frase: "Prima o poi finiamo tutti da qualche parte in mare, finiamo tutti nella rivoluzione, finiamo tutti nell'eroismo, e infine moriamo", solo una parte è vera. Fate voi quale. Ma non è stato un percorso poi così vano. L'onestà è stata la nostra resistenza. La fantasia la nostra arma.
Non esserci camuffati, non aver negato la nostra natura è stata una battaglia quotidiana. Arriveremo in fondo non meno provati del Garibaldo quando torna a casa dopo 37 anni, pronto a conoscere l'altra faccia della vita: semplicemente l'amore. Forse questo ci aspetta, invece: l'amore da giovani e la rivoluzione da vecchi. Se passa il veliero ci tufferemo in acqua, con le ossa che avremo. Un amico mi ha detto: "Mi batto per Calenda". Ho risposto: "Mi butto solo per Garibaldi".