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Casi di coscienza

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La prima cosa bella di venerdì 1 ottobre 2021 è l'unico "organo" non trapiantabile e non espiantabile: la coscienza. Ce l'abbiamo tutti, pare. Poi, come noto, il non uso atrofizza l'organo. Eppure, eppure. Hanno cercato di adeguarla ai tempi e ai poteri. Disse la drammaturga Lilian Helman, pressata perché rivelasse i nomi dei "comunisti a Hollywood": "Non posso e non voglio ritagliare la mia coscienza per adattarla alle mode di quest'anno". Le leggi cambiano, ma sotto resta uno strato socialmente condiviso di giustizia, che ci fa capire, anche se talvolta non si riesce ad agire di conseguenza. In un curioso libro (Coscienza, Ponte alle Grazie) la neurofilosofa Patricia Churchland spiega la morale con la scienza. Sorprendentemente sostiene che la coscienza ha a che fare con la corteccia cerebrale. Sta a vedere che avevo ragione: è proprio una specie di organo. Talora inattivo, ma capace di risvegliarsi come un vulcano. Perfino nell'assassino che, dopo aver ucciso una giovane ragazza, s'impicca in carcere travolto dal rimorso, lasciando un burocratico biglietto d'addio. E se le cose non fossero andate così, qualcuno avrà risposto o risponderà alla propria coscienza.