La prima cosa bella di giovedì 4 novembre 2021 è un’auto d’epoca da lanciare a tutto gas contro le dittature, che sia una Paykan iraniana o una El Nasr egiziana. La Paykan, una limousine di derivazione britannica, era l’orgoglio dello Shaha Reza Palhavi: ne donò un esemplare al dittatore rumeno Ceausescu per festeggiarne l’ascesa. Messa all’asta a Bucarest , è stata aggiudicata per quasi 100mila dollari. Un artista iraniano in esilio, attivista contro l’omofobia, l’ha ricevuta e ripitturata ricordando alcuni martiri della causa: assassinati dai loro padri, incapaci di accettare la natura dei figli. E’ molto più bella adesso, colorata, con l’autoradio che diffonde la lettera di una delle vittime al fidanzato lontano che non potè raggiungere mai. Anche l’Egitto produsse una sua vettura, la El Nasr. Nel 2000 mise in circolazione la Zastava Florida, su licenza di un costruttore serbo, che divenne l’auto della polizia. Bisognerebbe comprarne una, dipingerla di giallo, scriverci su “Verità per Giulio Regeni” e girarci per il Cairo, fare una sosta a piazza Tahrir e poi parcheggiarla davanti alla sede della polizia segreta, il mukhabaràt. Ministro, lei che ha “un amore chiamato politica” (estera?) vuole mettersi alla guida?